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Il problema del vaccino “Sbagliato”: Perchè lo stato non se ne prende la responsabilità?

 

Nel momento in cui il vaccino cessa di essere una scelta libera, ma diventa una scelta obbligata, sorge l’obbligo di fornire non un vaccino a caso, ma il migliore dei vaccini possibili per efficacia/mancanza di reazioni avverse, compatibilmente con le disponibilità del mercato. Questo sta avvenendo in Italia? Vi do due notizie per farvi giudicare.

Un rapporto pubblicato venerdì dai Centers for Disease Control and Prevention americano rileva che l’iniezione del cavallo di battaglia vaccinale americano è significativamente meno efficace nel prevenire casi gravi di malattia a lungo termine rispetto a quanto ritenuto da molti esperti.

I dati raccolti da 18 stati tra marzo e agosto suggeriscono che il vaccino Pfizer-BioNTech riduce il rischio di essere ricoverati in ospedale con COVID-19 del 91% nei primi quattro mesi dopo aver ricevuto la seconda dose. Però oltre i 120 giorni l’efficacia del vaccino scende al 77%.

Nel frattempo, il vaccino di Moderna è stato efficace al 93% nel ridurre il rischio a breve termine di ricovero per COVID-19 ed è rimasto efficace al 92% dopo 120 giorni.

Eccovi ora la seconda notizia: una recente ricerca scientifica condotta in Argentina sui vaccinati con il vaccino Sputnik V attesta che l’efficacia del vaccino contro il Covid-19 e le sue varianti, lambda compresa, si incrementa dopo sei mesi dalla vaccinazione per l’effetto della “Maturazione” degli anticoripi.

Ci fermiamo qui, ma potremmo proseguire con, ad esempio, il caso dei vaccini IPV allo studio o già realizzati, I vaccini IPV (a virus inattivato, come quello attualmente utilizzato per la Polio) sono quelli con maggior esperienza di applicazione e con migliore copertura potenziale, eppure non sono stati considerati né per quelli allo studio, come il Valneva, sia per quelli esistenti come il CoviVac dell’istituto Chumakov, autorizzato emergenzialmente, ma che terminerà la terza fase di sperimentazione ufficiale a dicembre.

Se un vaccino è, legalmente o surrettiziamente, obbligatorio, allora deve essere il migliore per efficacia/benefici. Invece, paradossalmente, sappiamo che non è così, neppure fra il mix vaccinale attualmente offerto, tra l’altro senza possibilità di scelta. Se una persona dovrà sottoporsi al famoso “Richiamo” o “Booster”, perchè vaccinata con Pfizer, e dovesse esserci una reazione avversa alla terza iniezione, chi pagherà per avergli dato un vaccino di efficacia così breve, al posto di uno già presente, con migliore efficacia, come il Moderna, ugualmente autorizzato EMA. chi pagherà per i ritardi di autorizzazione del vaccino Sputnik V, bloccato essenzialmente per motivi politici e non medici.  Siamo al paradosso per cui ai cittadini di San Marino, vaccinati con Spunik V, si richiede “Volontariamente” di ricevere una vaccinazione extra approvata dall’EMA. Se uno di loro avesse delle reazioni avverse, chi risponderà? Di Maio?

Nella fregola vaccinale del governo nessuno ne parla, ma questo è un problema non indifferente che dovrebbe essere posto da tutti i cittadini che stanno subendo un danno certo per l’incapacità del governo e delle sue emanazioni. Possibile che nessuna associazione dei consumatori si faccia avanti?

 


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