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IL PIANO DI RENZI, E SOPRATTUTTO DI PADOAN, IN EUROPA ? MI ARRENDO, MA DATEMI UN PIATTO DI CECI.

La risposta è nel vento

Renzi e Padoan vanno in Europa e si presentano con un documento che veniamo qui ad esaminare nelle sue parti essenziali. Questo documento  , che passerà nel silenzio assoluto in Europa, tanto a decidere sono sempre francesi e tedeschi, soprattutto i secondi, è utile però per mostrare  la dicotomia fra quello che viene detto dal governo e la dura realtà dei rapporti nella UE. Non che il documento non contenga anche qualche briciola di ragionevolezza, ma mostra  una posizione molto supina, che è in contrasto con le ultime posizioni del premier. Quindi o abbiamo “Dottor Jackyll e Mr Hide” al governo, o, più semplicemente, a comandare sulle cose serie non è Renzi, ma Padoan, che fa un po’ ciò che vuole. 

Passiamo al documento.

  1. Si parte con le premesse, alcune delle quali giuste: la crescita è bassa , (ottimo, lo sapevamo già), ma… ci vuole “Più convergenza e più riforme” (aiutooo…) perchè se no vincono i cattivi euroscettici. I cattivi euroscettici, forse, vincono proprio per le “Riforme”. E poi ci sono i problemi dell’immigrazione (ok).
  2. Ok le cose non vanno bene. cosa facciamo ? Il primo punto è, secondo Padoan, quello di governare meglio la politica fiscale, con la creazione di un  “Board” di coordinamento delle politiche fiscali nazionali (che non è il ministro delle finanze unico, come detto dalla stampa che cerca il titolo, ma non legge i documenti..) che cerchi di risolvere gli squilibri fiscali. Si dice chiaramente che la presenza di paesi in surplus è negativa perche i surplus tolgono risorse per la crescita e lo sviluppo (una frecciata, anzi un missile, al surplus tedesco di 12 miliardi..) e che quindi la politica fiscale europea dovrebbe interessarsi anche di quelli. Una osservazione logica: inutile cumulare oro nelle casseforti se non c’è crescita, ma che verrà ignorata bellamente…
  3. Continuare sulle riforme…. ok ok , Non abbiamo già fatto sufficienti danni..
  4. Investimenti. Indirettamente si ammette il fallimento del piano Junckers sugli investimenti (che infatti non poteva portare a nulla di concreto) e si chiedono rinnovati investimenti su trasporti, energia, ricerca ed educazione, a livello europeo, ed incentivi anche negli investimenti a livello nazionale.
  5. Completamento della riforma bancaria con l’introduzione dello schema di assicurazione bancaria dei depositi (EDIS) dopo il BRRD .
  6. Proseguire con l’integrazione dei mercati, soprattutto uniformando mercati dell’energia, appalti, giustizia civile (sic..) e puntando su una unione per l’innovazione. Più trasparenza nel settore fiscale.
  7. Uno schema di assicurazione sociale comune contro la disoccupazione che sia in grado di controbilanciare i movimenti ciclici e renda meno necessari i trasferimenti dei lavoratori, mettendo anche così in comune i rischi derivanti dagli squilibri occupazionali.
  8. Una politica comune sulle frontiere, con una condivisione delle responsabilità ed anche un finanziamento diverso e comune (su questo sappiamo che Renzi puntava molto).

Cosa dire, ci sono punti condivisibili, direi lapalissiani, come sugli investimenti in funzione anticiclica, punti interessanti, come l’uso di politiche comuni per combattere la disoccupazione, verità da conclamare , come l’inutilità del surplus statale quando ci sono stati con disoccupazioni a due cifre, e la solita fuffa retorica europeista . Divertente che sia l’Italia a proporre una riforma della giustizia comune, proprio qui dove è più inefficiente e con tempi biblici, oppure di insegnamento superiore ed universitario, quando siamo riusciti in due anni a far calare di 50 mila unità il numero di studenti universitari in. Per fortuna NON si parla di ministro delle finanze unico, ma di un board dove, comunque, passeremmo sempre in secondo piano. Le apparenze democratiche sono salve, ma solo quelle. Il “No Taxation without rapresentation” , fondamento della democrazia, se ne va sempre più in soffitta, e sarà per questo che gli inglesi appoggiano così tanto il Brexit.

Rimane il fatto che questo documento, pur con alcuni lati interessanti, sia completamente inutile: carta sprecata, con un albero sacrificato inutilmente. Realmente, vi immaginate che Schaeuble prenda in considerazione un documento che vorrebbe un “Board” che gli impone di fare deficit per aiutare la ripresa italiana ? Oppure che  consideri l’assicurazione sui depositi europea che  i tedeschi vedono come il fumo negli occhi ? Il documento è talmente provocatorio su questi punti da apparire quasi costruito per essere respinto, per poter dare poi un alibi verso  nuove politiche restrittive .Mi immagino Padoan tornare e dire “Noi l’abbiamo chiesto, mai cattivoni ci hanno rimandato al mittente, ora dobbiamo fare le riforme ed applicare il Six Pack e ridurre il deficit sotto 1% per il 2017. Per fortuna abbiamo ancora le clausole di salvaguardia!”.

Questo documento è solo l’ennesimo libro dei sogni che potrà essere solo il pretesto per ulteriori disastri. Non verrà considerato oppure, al massimo, sarà valutato per quelle parti a noi avverse. Tra l’altro perchè la riforma della giustizia civile non viene comunque fatta, anche senza che ce lo chieda l’Europa? Perchè non ricostruiamo il nostro bello schema assicurativo sui depositi? Perchè non ci costruiamo la nostra bella politica di investimenti , con l’effetto di moltiplicatore keynesiano relativo, che sarebbe così utile ora? Insomma perchè continuiamo ad andare ad elemosinare cose utili ed ovvie , e non ce le facciamo infischiandocene di Schaeuble ?

A Padoan l’ardua sentenza….

 

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