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Il modello francese per il Covid: manganello, restrizioni, tristezza. Diciamogli NO

In teoria oggi, 14 luglio, sarebbe la festa nazionale francese Grazie  Macron si è tutto tramutato in un bel giorno di tristezza, di mestizia e , per chi vuole, di caccia al vaccino.

Lille, Nantes, Roubaix, Nancy, Thionville, Sartrouville, Lisieux, La Roche-sur-Yon hanno rinunciato ai tradizionali fuochi d’artificio per paura della “Variante Delta”, come se il mortaretto potesse causare una maggiore diffusione del virus. Alla fine è noto che la polvere da sparo dei mortaretti diffonde il video. Quindi tristezza e rassegnazione, tranne che nelle Banlieu dove, siamo sicuri,  festeggeranno accendendo qualche fuoco con le auto.  Poi la decisione d’impedire l’accesso ai luoghi pubblici ai vaccinati, e di obbligare diverse categorie a vccinarsi per forza,  avrà aumentato il numero di persone disposte a farlo di un milionicino, ma ha anche fatto scoppiare delle prime proteste in diverse città, Parigi inclusa, in cui spontaneamente diverse migliaia di persone si sono ritrovate al grido di “Liberté Liberté”

 

Questa è Bordeaux

Montpeiller

I francesi non sono ancora abbastanza infuriati con il governo ed avevano bisogno di un’ulteriore motivazione!!

E in Italia? In Italia ci si divide per chi è per la “Linea francese”

Oppure questa personcina qui ..

E invece chi pensa che una questione come un vaccino sperimentale, perché non c’è ancora l’approvazione definitiva, tanto che le controindicazioni cambiano nel tempo, non debba essere obbligatorio. Salvini ha detto: «Il modello francese non è un modello. L’obbligo, la costrizione, chiedere il green pass per chi prende l’autobus o un caffè è fuori discussione. Cosa ne pensa Draghi? Chiedetelo a lui, ma le scelte estreme non piacciono nè a me nè a lui, mettiamola così – così Matteo Salvini al termine dell’incontro – Ovviamente bisognerà rispettare delle regole per situazioni di grande assembramento. Il vaccino dev’essere una scelta consapevole non un obbligo. Si può spiegare, ma non inseguo con la siringa nessuno per strada, a scuola o al ristorante». La stessa posizione è stata presa da Giorgia Meloni.  A dir la verità in  Italia un mezzo colpo di mano c’è già stato perché il Green Pass è stato chiesto obbligatoriamente a chi viaggia dal 12 agosto, mentre nelle indicazioni europee doveva restate facoltativo ai documenti di viaggio relativi, e questo già non va bene. Almeno che non inizi uno scontro sociale e politico per entrare al bar! Anche perché vogliamo veramente trasformare baristi e ristoratori in poliziotti che chiedono il Green pass?

 


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