AutomotiveEconomia
Il Mito Tedesco scricchiola: Maxi-richiamo Porsche negli USA per 173mila auto. Il lusso inciampa sul software
Porsche, maxi-richiamo per 173mila auto: il software tradisce (ancora) il lusso tedesco. Ecco i modelli interessati. Tanta elettronica

Nemmeno l’eccellenza teutonica, quella che per decenni ci è stata venduta come il “gold standard” dell’ingegneria, sembra più immune ai mali della modernità digitale. Porsche, gioiello del gruppo Volkswagen e simbolo di status per eccellenza, si trova costretta a richiamare ben 173.538 veicoli negli Stati Uniti. Il motivo? Un problema software che rende inutilizzabili le telecamere posteriori durante la retromarcia.
Sembra un dettaglio da poco, ma in un mercato iper-regolamentato come quello americano, dove la NHTSA (l’ente federale per la sicurezza stradale) non fa sconti a nessuno, questo difetto significa non rispettare gli standard federali di visibilità posteriore.
I modelli coinvolti: dal SUV all’elettrica di punta
Il richiamo non è chirurgico, ma colpisce una fetta trasversale e dolorosa della gamma prodotta tra il 2019 e il 2025. Non stiamo parlando di utilitarie assemblate al risparmio, ma di vetture che costano quanto un appartamento in provincia. Ecco la lista dei “colpevoli”:
Cayenne e Cayenne E-Hybrid (2019-2025)
911 (2020-2025) – sì, anche l’icona intoccabile.
Taycan (2020-2025) – l’elettrica che doveva sfidare Tesla.
Panamera e Panamera E-Hybrid (2024-2025).
Il difetto è insidioso: inserendo la retromarcia, lo schermo potrebbe rimanere nero o non visualizzare l’immagine corretta, aumentando drasticamente il rischio di incidenti. La soluzione proposta? Un aggiornamento software gratuito presso i concessionari. I proprietari riceveranno le prime lettere di avviso a metà febbraio.
Un’epidemia di elettronica “fallace”?
Questo episodio, per quanto imbarazzante per Stoccarda, non è isolato. È l’ennesimo sintomo di un’industria automobilistica che, nella corsa frenetica verso la digitalizzazione totale, sembra aver perso di vista l’affidabilità di base. Porsche si unisce a una lista sempre più lunga che comprende Ford (1,9 milioni di veicoli richiamati per problemi simili alla camera posteriore), Toyota e BMW.
Viene da chiedersi: ha davvero senso economico riempire le auto di milioni di righe di codice se poi non riusciamo a garantire che una banale telecamera funzioni il 100% delle volte? Mentre i prezzi di listino schizzano alle stelle, spesso giustificati da “contenuti tecnologici avanzati”, la qualità percepita e quella reale sembrano divergere pericolosamente. E indovinate chi perde tempo (e pazienza) in concessionaria? Ovviamente il consumatore finale.
Il richiamo attuale è uno dei più grandi per Porsche North America negli ultimi anni, superato solo da quello del 2022 relativo ai copri-vite dei fari (222mila auto). Un segnale che forse, a Zuffenhausen, c’è bisogno di rimettere l’ingegneria meccanica al centro del villaggio, prima che il software si mangi anche il prestigio del marchio.
DOMANDE E RISPOSTE
Possiedo una di queste Porsche in Italia, devo preoccuparmi?
Al momento il richiamo è ufficiale per il mercato USA, soggetto alle regole NHTSA. Tuttavia, dato che i software di gestione sono spesso globali, è altamente probabile che una campagna di richiamo o un aggiornamento venga esteso anche all’Europa nelle prossime settimane. Conviene monitorare il sito ufficiale o il portale del Ministero dei Trasporti.
È pericoloso guidare l’auto prima dell’aggiornamento?
L’auto è meccanicamente sicura e perfettamente guidabile. Il rischio è limitato alla fase di manovra in retromarcia: la telecamera potrebbe non funzionare, costringendo il guidatore a affidarsi ai “vecchi” specchietti retrovisori e a girare la testa. Fastidioso su un’auto da 100mila euro, ma non impedisce l’utilizzo.
Perché ci sono così tanti richiami per le telecamere ultimamente?
Le moderne normative di sicurezza (specialmente negli USA) hanno reso le telecamere posteriori obbligatorie e vincolate a standard rigidissimi di tempo di accensione e qualità dell’immagine. L’integrazione di questi sistemi in interfacce “infotainment” sempre più complesse crea colli di bottiglia software che, paradossalmente, rendono il sistema meno affidabile di quelli più semplici di dieci anni fa.







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