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Il ministro della difesa giapponese: la Cina pagherà un caro prezzo per il Mar Cinese Meridionale

Il ministro della Difesa giapponese, Taro Kono, ha affermato che la Cina “Pagherà un alto prezzo se proverà a cambiare lo Status Quo internazionale nel Mar Cinese Meridionale”, come riportato da la Cnn e da altre fonti.

Come è noto la Cina sta cercando di cambiare la situazione nel mar Cinese Meridionale trasformando diversi bassi fondali  in vere e proprie isole con basi aeree, portuali e istallazioni missilistiche, nonostante pechino abbia sempre negato. I commenti di Kono venerdì hanno seguito un discorso del primo ministro australiano Scott Morrison tenuto mercoledì davanti all’Aspen Security Forum, nel qaule affermava  che Tokyo e Canberra stavano “intraprendendo azioni concrete per sostenere i nostri amici ed alleati del Pacifico e del sud-est asiatico”.

Morrison ha detto che gli Stati Uniti e l’Australia condividono valori comuni e che le due nazioni “si sono sostenute a vicenda”.

Kono venerdì ha anche parlato delle forti relazioni reciproche del Giappone con Washington, affermando che è anche di vitale importanza per quanto riguarda la minaccia rappresentata dalla Corea del Nord, soprattutto dopo che i negoziati tra Washington e Pyongyang sul programma missilistico nucleare della Corea del Nord sono falliti.

“Hanno missili e possono avere qualche capacità nucleare”, ha detto Kono. “Non siamo sicuri di cosa stia pensando Kim Jung-un. Quindi è più difficile prevedere cosa stia cercando di fare la Corea del Nord, quindi dobbiamo essere in allerta 24 ore su 24, 7 giorni su 7″.

Giappone e Australia sono i due paesi più vicini a Washington nell’area, il cui impegno nel contenimento dell’espansionismo cinese è tale da essere intervenuti con esercitazioni militari. Alla fine del mese scorso, il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti Mark Esper ha invitato gli alleati ed i partner degli USA a intensificare la pressione su Pechino, dicendo che il Partito Comunista Cinese stava mostrando ” uno sfacciato disprezzo degli impegni internazionali” che aveva preso nel Mar Cinese Meridionale.

Ricordiamo che la Marina Militare giapponese, o meglio la “Forza di Autodifesa Marittima Giapponese”, definizione  acquisita dopo lo scioglimento della Marina Imperiale a seguito della sconfitta nella seconda guerra mondiale, è una forza flessibile e potente, con due caccciatorpedinieri portaerei classe Izumo, vere portaerei che presto saranno dotate dei cacciabombardieri F35b, numerosi e moderni cacciatorpedinieri, fregate,e sommergibili  ed è in grado di piazzare 1600 missili antinave sui propri avversari. La Cina ne può piazzare 3000, ma il giappone parte dal presupposto di poter agire al fianco di alleati, come gli USA, che di missili ne possono schierare 10 mila.


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