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” Il Ministero della Verità. ” di R. SALOMONE-MEGNA

Lo stato di Oceania era in guerra perenne con lo stato di Eurasia e di Estasia.

Aveva un’organizzazione totalitaria che si fondava sul partito unico e su quattro ministeri: il ministero della verità, il ministero dell’amore, il ministero della pace ed il ministero dell’abbondanza.

Il ministero della verità svolgeva un ruolo particolarmente importante in Oceania.

Ubicato in una struttura di forma piramidale, alta trecento metri e con più di tremila locali, aveva il compito di divulgare le informazioni, di realizzare le pubblicazioni e di produrre le trasmissioni.

Era, nello stato di Oceania, il custode dell’ortodossia e del bipensiero.

Sulla facciata dell’immenso immobile in cui era allocato campeggiavano in bella mostra i principi etici fondanti di Oceania: “ La guerra è pace”, “ La libertà è schiavitù”, “L’ignoranza è forza”.

Tra i compiti del ministero della verità vi era anche quello di revisionare i libri di storia e le documentazioni precedentemente prodotte, onde renderle compatibili con la posizione politica del momento.

Infatti, secondo il partito unico ,“chi controlla il passato controlla il futuro: chi controlla il presente controlla il passato”.

Questo scenario distopico è contenuto nel romanzo “1984”, scritto da George Orwell nel lontano 1948, ma è quanto mai attuale.

Fu scritto come atto di accusa ai regimi liberticidi del tempo, in modo particolare allo stalinismo. Ora tali sistemi sono quasi del tutto scomparsi, eppure il romanzo descrive perfettamente quanto sta avvenendo oggi, nel mondo unipolare governato dal pensiero unico, quello neocapitalista, che ha la pretesa totalitaria di voler piegare la realtà e le persone ai suoi dettami, quelli dell’anarchia dei mercati e del consumo illimitato, che dovrebbero condurre alla prosperità ed alla felicità i popoli, di qualsiasi nazionalità essi siano, ma che alla fine è solamente un modo per ridurre all’obbedienza i parlamenti, democraticamente eletti e svuotare le istituzioni di qualsiasi potere effettivo onde consentire lo scandaloso arricchimento di pochi.

Auri sacra fames!

Dell’attualità di Orwell e dei suoi scritti le recenti vicende politiche italiane sono un sesquipedale esempio.

Non è forse una pratica di bipensiero il rinnovato incarico al Presidente Conte, credo primo caso al mondo di capo del governo che deve garantire “discontinuità”, da se stesso?

Vedendo i curricula di alcuni ministri non verrebbe da dire che “ l’ignoranza è forza “?

Ma non è questo l’argomento di questo articolo.

Voglio portare all’attenzione dei nostri lettori, senza ambagi e senza indugi, come l’inutile Parlamento Europeo abbia ormai assunto i compiti svolti dal ministero della verità dell’opera orwelliana.

Mi riferisco più propriamente alla risoluzione del Parlamento approvata a Strasburgo il 19 settembre 2019 sull’importanza della memoria europea per il futuro dell’Europa.

Cosa contiene questa risoluzione?

Come avviene al solito in tutti gli atti prodotti dalla burocrazia europea ci nascondono contenuti abbastanza pericolosi dietro ad un’epigrafe particolarmente accattivante, che per il testo in specie arriva addirittura alla riscrittura della storia.

Ma procediamo con ordine.

Il documento approvato, dopo circa sedici prodromici rinvii a precedenti produzioni e tredici considerazioni preliminari, perviene a ventidue conclusioni, delle quali esamineremo soprattutto la seconda, quella a mio parere più inquietante.

Un accenno va fatto anche alla prima conclusione: onnipresente in tutti i documenti comunitari, ci ricorda che l’Europa comunitaria è un paradiso in terra, dove sgorgano latte e miele, grazie ovviamente all’articolo 2 del T.U.E..

Nulla questio, anche se le evidenze quotidiane ci riportano a tutt’altra realtà.

La seconda, dunque, è una autentica riscrittura della storia.

Infatti, in essa si asserisce testualmente che la seconda guerra mondiale ha avuto inizio il 23 agosto del 1939, con la firma del patto Molotov-Ribbentrop e non con l’invasione della Polonia da parte delle truppe naziste avvenuta il primo settembre 1939 e la conseguente dichiarazione di guerra alla Germania da parte della Francia, Inghilterra, India, Australia e Nuova Zelanda del successivo 3 settembre.

Dell’inizio della seconda guerra mondiale è quindi corresponsabile, secondo il Parlamento europeo, anche l’URSS di Stalin, per cui il conflitto non è stato cagionato solamente dalla Germania nazista.

Ergo, nazismo e comunismo sono sullo stesso piano.

Se così fosse, dovremmo concludere che la rimilitarizzazione della Renania del 7 marzo 1936 fu una bravata, anche se pacta servanda sunt, che l’annessione dell’Austria, stato sovrano, alla Germania avvenuta del 13 marzo 1938 fu un fatto accettabile, poiché Hitler era di nascita austriaco e infine che l’occupazione della Cecoslovacchia del 15 marzo del 1939 fu un atto di intemperanza e niente più.

Ma i fatti storici ci dicono ben altro.

Lungi dal voler difendere lo stalinismo per i lutti ed i dolori che inflisse in primis alle popolazioni delle repubbliche sovietiche, ma è ormai acclarato da tutti gli storici come Stalin non volesse alcuna guerra e con i tedeschi men che meno, poiché non era pronto ad affrontarla e quindi fece di tutto per evitarla, anche scendendo a patti con essi.

Nel 1937 Stalin aveva falcidiato l’Armata Rossa, avendo eliminato 35000 grandi ufficiali e tre dei cinque marescialli, oltre a valenti strateghi.

Ritenendo che l’esercito lo volesse destituire, aveva quindi sostituito gli alti ranghi con nuovi elementi, selezionati in base alla fedeltà al capo supremo ed al partito comunista e non certo per le loro capacità militari.

Stalin così concesse alla Germania nazista le materie prime, di cui aveva tanto bisogno per l’incipiente sforzo bellico, in cambio di tempo.

La storia è una scienza avalutativa non da giudizi di valore, ma solamente di merito ed essa ci dice che nella seconda guerra mondiale i russi ebbero 25 milioni di vittime su di un numero complessivo di 65 milioni e che nell’assedio di Leningrado morirono un milione di civili russi, il doppio di tutte le perdite inglesi ed americane nel conflitto sommate assieme.

In base alla risoluzione del Parlamento europeo, il comunismo ed il nazismo diventano una sola cosa, anche se poi il campo di Auschwitz fu liberato dall’Armata Rossa e Francisco Franco uccise più di trecentomila spagnoli dissidenti nel silenzio generale.

Perchè con questa risoluzione il Parlamento europeo riscrive la storia?

Cosa concludere?

La finalità, proprio riscrivendo la storia, è quella di colpire gli attuali governanti della Federazione Russa, che ogni anno celebrano con orgoglio la vittoria della grande guerra patriottica, poiché le sanzioni economiche da sole non bastano.

Quando il Parlamento europeo statuirà i due minuti d’odio contro “Goldstein” Putin?

Raffaele SALOMONE MEGNA


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