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IL MESSICO SI RIFIUTA DI RENDERE NOTI I NOMI DI CHI FINANZIALE CAROVANE DEI MIGRANTI

 

Trump ha interrotto l’applicazione dei dazi verso il Messico dopo aver ottenuto un impegno diretto del governo centroamericano per fermare le centinaia di migliaia di migranti nicaraguensi, honduregni e guatemaltechi che ogni mese cercano di entrare negli USA. Fra le azioni messe in atto da Città del Messico e dal suo presidente Andres Manuel Lopez Obrador vi è il sequestro dei conti correnti di 26 individui ed organizzazioni che hanno finanziato il viaggio dei migranti illegali fino agli USA. Si tratta di dati bancari riferiti a personaggi residenti negli USA, Regno Unito, Africa e America Centrale, ma l’Unità per le Indagini Finanziarie del governo (UIF) si è sinora rifiutata di rivelare i nomi coinvolti.

Il motivo del riserbo potrebbe essere sia la tutela della privacy di personaggi importanti, ma anche il fatto che le indagini stiano proseguendo con legami tutt’altro che tranquillizzanti: infatti pare che di questi conti quattro siano collegati a cartelli della droga, due  a gruppi collegati al  Cartel Del Noreste, fazione del famoso, e spietato, clan dei  Los Zetas, mentre altri due con i  Gulf Cartel  basati a  Reynosa, Tamaulipas. Inoltre le autorità  messicane hanno arrestato due attivisti dell’organizzazione USA Pueblo sin Frontera che collaboravano nell’assistenza di chi voleva passare illegalmente il confine.

Le indagini quindi stanno mostrando un pericoloso intreccio di interessi internazionale che coinvolge mezzo mondo con trafficanti di carne e di droga, in un intreccio illecito e complesso che viene a  giustificare le mosse, apparentemente eccessive, del presidente Trump. Un verminaio di interessi che si può combattere solo con tanta chiarezza e tanta forza. Chissà se un giorno Saviano scriverà di questi interessi fra migrazione e narcotici.


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