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Il Mercosur certifica che la maggioranza Ursula non esiste più
Mercosur, la maggioranza Ursula non esiste più. L’industria tedesca perde, l’agricoltura respira Il voto del Parlamento europeo affossa l’accordo e svela la crisi politica della Commissione: fine dei giochi per l’asse che penalizzava il Sud Europa?

Il blocco dell’accordo Mercosur, negoziato dalla Commissione von der Leyen con i Paesi sudamericani e fermato dal Parlamento europeo con il rinvio alla Corte di giustizia, rappresenta uno spartiacque politico che va ben oltre il destino di un singolo trattato commerciale. Non si è trattato soltanto di arrestare un testo negoziato per oltre vent’anni, ma di certificare in modo formale e pubblico la fine della cosiddetta “maggioranza Ursula”, cioè dell’assetto politico che ha sostenuto la Commissione nel suo secondo mandato, all’interno della decima legislatura europea. Continuare a evocare quell’equilibrio dopo questo voto significa ignorare la realtà parlamentare e svuotare di senso il principio stesso di responsabilità politica.
L’accordo Mercosur nasce con l’obiettivo di creare una vasta area di libero scambio tra l’Unione europea e Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay. Riduzione dei dazi, apertura dei mercati, integrazione delle catene del valore: il consueto schema teorico del libero scambio, presentato come vantaggioso per tutti. Ma, come spesso accade, dietro la retorica dell’interesse generale si nasconde una distribuzione profondamente asimmetrica di benefici e costi, che penalizza alcuni settori e alcuni Paesi a vantaggio di altri.
I benefici maggiori si concentrano nel Nord Europa, in particolare nell’industria manifatturiera tedesca e nordeuropea. Automotive, meccanica, chimica e beni strumentali individuano nel Mercosur un grande mercato di sbocco, oggi protetto da barriere tariffarie elevate. La loro rimozione significa aumento delle esportazioni, consolidamento delle quote di mercato e ulteriore rafforzamento delle grandi multinazionali industriali. È una scelta coerente con una visione mercantilista dell’Unione, che da anni orienta la politica commerciale europea più verso la tutela degli interessi industriali che verso l’equilibrio tra i diversi modelli produttivi.
Il costo di questa strategia ricade quasi interamente sull’agricoltura europea, soprattutto in Paesi come Francia e Italia. L’ingresso massiccio di prodotti agricoli e zootecnici sudamericani, realizzati con standard ambientali, sanitari e sociali più bassi, espone gli agricoltori europei a una concorrenza strutturalmente impari. Non è una questione ideologica, ma economica: imporre regole sempre più stringenti ai produttori europei e poi metterli in competizione con chi non le rispetta equivale a compromettere la sostenibilità del settore.
Le compensazioni proposte dalla Commissione non affrontano il nodo centrale. Si tratta di misure temporanee, fondi emergenziali, strumenti di corto respiro che non modificano l’impianto strutturale dell’accordo. Non stabilizzano i redditi agricoli, non correggono le distorsioni di prezzo, non offrono certezze nel medio-lungo periodo. Servono solo a contenere politicamente il dissenso, non a risolvere il problema economico.
In qualsiasi democrazia parlamentare nazionale, una bocciatura di fatto di questa portata su un dossier strategico avrebbe aperto una crisi politica immediata. La perdita della maggioranza su una scelta chiave comporta assunzione di responsabilità, fino alle dimissioni dell’esecutivo. Nell’Unione europea, invece, l’architettura istituzionale consente alla Commissione di restare in carica anche dopo una smentita così netta da parte del Parlamento, riducendo il principio di accountability a un fatto meramente formale.
Ed è qui il punto politico decisivo. Il voto sul Mercosur dimostra che non esiste più la maggioranza che ha sostenuto la Commissione Ursula in questo secondo mandato. Popolari, socialisti e liberali non sono più in grado di garantire una linea comune su dossier fondamentali. La bocciatura è netta, inequivocabile, politicamente rumorosa. In una fase storica segnata da tensioni geopolitiche, crisi industriali e instabilità economica, l’Unione europea avrebbe bisogno di una maggioranza solida e coesa: con Ursula von der Leyen, invece, quella maggioranza si è progressivamente dissolta.
Perché l’accordo Mercosur penalizza l’agricoltura italiana? L’accordo prevede l’ingresso facilitato di prodotti agricoli sudamericani (carne, soia, ecc.) a prezzi molto competitivi. Il problema è la disparità di trattamento: gli agricoltori italiani devono rispettare rigide normative UE su ambiente, sicurezza alimentare e diritti dei lavoratori, che aumentano i costi di produzione. I concorrenti sudamericani operano con standard molto più bassi. Questa concorrenza sleale rischia di mettere fuori mercato le aziende europee, e le compensazioni economiche proposte dall’UE sono considerate insufficienti perché temporanee e non strutturali.
Chi erano i principali sostenitori dell’accordo in Europa? I principali sostenitori erano i paesi del Nord Europa, con la Germania in testa. L’interesse trainante era quello dell’industria manifatturiera pesante (automotive, chimica, farmaceutica, meccanica). Per questi settori, il Sud America rappresenta un enorme mercato di sbocco dove esportare beni ad alto valore aggiunto. L’accordo avrebbe abbattuto i dazi che oggi proteggono quei mercati, favorendo le grandi multinazionali esportatrici, in una classica logica di scambio “prodotti industriali contro materie prime e alimentari”.
Cosa significa questo voto per la Commissione von der Leyen? Il voto certifica una crisi politica profonda. Dimostra che la “maggioranza Ursula” (PPE, S&D, Renew) non è più compatta e non riesce a garantire il passaggio di provvedimenti chiave. Sebbene tecnicamente la Commissione non cada come un governo nazionale, politicamente esce fortemente indebolita. Von der Leyen si trova a guidare un esecutivo “anatra zoppa”, incapace di far convergere gli interessi dei grandi gruppi politici e dei diversi Stati membri su decisioni strategiche, esponendo l’UE a un periodo di stallo decisionale.








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