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Scienza

Il “grande botto”: un’esplosione cosmica di raggi gamma durata 7 ore manda in tilt l’astrofisica

L’Universo rompe i modelli: il lampo gamma di 7 ore che spaventa (e affascina) la scienza. Cosa è successo? Sottotitolo: Un’esplosione record a miliardi di anni luce sfida le leggi note della fisica. E se fosse accaduto qui?

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L’Universo ci ricorda occasionalmente quanto possano essere violente, imprevedibili e, soprattutto, ignote le forze che lo governano. Un evento straordinario, registrato il 2 luglio 2025, ha appena mandato in frantumi le certezze della “narrativa ufficiale” astrofisica riguardo i lampi gamma (GRB).

Parliamo di GRB 250702B. Non è il solito codice alfanumerico da archivio: è un rompicapo che brilla (o meglio, ha brillato) per una durata assurda, costringendo gli scienziati dell’University of North Carolina (e mezzo mondo accademico) a riscrivere i manuali.

Il fatto: sette ore di fuoco puro

La narrativa standard ci insegna che i Gamma-Ray Bursts (GRB) sono violenti, sì, ma brevi. Pochi secondi, al massimo qualche minuto. Una fiammata rapida che segna la morte di una stella o la nascita di un buco nero.

Ebbene, GRB 250702B ha deciso di ignorare le regole. Questa esplosione extragalattica è rimasta attiva per sette ore. Avete letto bene. Sette ore di emissione ad altissima energia.

Jonathan Carney, autore principale dello studio, lo ha ammesso con una franchezza rara: “È stato il lampo gamma più lungo mai osservato dagli esseri umani… così lungo che non rientra in nessuno dei nostri modelli esistenti”. In pratica, l’evento esce dai grafici.

Caccia al colpevole: cosa diavolo è successo?

Quando i satelliti (come il Fermi Gamma-ray Burst Monitor) hanno captato il segnale, è scattata una caccia all’uomo – pardon, all’astro – globale. Sono stati mobilitati i pesi massimi dell’osservazione terrestre: il Very Large Telescope (VLT) in Cile, il telescopio Gemini, il Keck e persino il vecchio, glorioso Hubble.

Fermi Gamma Ray monitor

Cosa hanno trovato?

La sorgente si trova a un redshift di z = 1.036. Tradotto per i non addetti ai lavori: l’evento è accaduto miliardi di anni fa, in una galassia massiccia e, dettaglio cruciale, piena zeppa di polvere.

Questa polvere è stata la nebbia di guerra che ha nascosto i dettagli. La galassia ospite è così oscurata che la luce visibile era bloccata; solo le osservazioni a raggi X e nell’infrarosso sono riuscite a bucare la cortina. I dati suggeriscono che la galassia ospite sia “asimmetrica” (con un valore di asimmetria $A = 0.90 nel sistema CAS), il che è un indizio tecnico pesante: molto probabilmente è in corso una fusione galattica massiccia (un merger).

Ma cosa ha generato l’esplosione? Qui i modelli faticano. Le ipotesi sul tavolo sono tre, e ognuna è più terrificante dell’altra:

  • Il collasso di una Stella gigante: Una stella così massiccia che, morendo, non si limita a spegnersi, ma collassa su se stessa generando un getto di energia prolungato.
  • Fusione di stelle di elio: Due oggetti compatti che danzano fino a fondersi in un abbraccio catastrofico.
  • Un Buco Nero “Affamato” (TDE): L’ipotesi forse più affascinante. Un buco nero che cattura una stella di passaggio e la “sfiletta” (il termine tecnico è spaghettificazione, ma rende l’idea), divorandola lentamente. Questo spiegherebbe la durata anomala: il pasto è durato a lungo.

“Spaghettificazione ” di una stella e suo assorbimento

I dati tecnici: velocità e potenza

Analizzando i dati, emerge che il materiale è stato espulso a velocità relativistiche. Il fattore di Lorentz iniziale,  che misura quanto la velocità si avvicina a quella della luce, è stimato essere superiore a 10, e in alcuni modelli (quelli senza espansione laterale del getto) potrebbe arrivare a 400.

Significa che la materia è stata sparata verso di noi a oltre il 99% della velocità della luce, perforando strati di polvere cosmica spessi come muri di piombo.

Ecco un riepilogo delle caratteristiche che rendono questo evento un unicum:

ParametroValore Osservato/StimatoSignificato
Durata Gamma~25.000 secondi (7 ore)Fuori scala (record precedente molto inferiore)
Distanza (Redshift)z = 1.036Miliardi di anni luce (cosmologico)
AmbienteGalassia “polverosa” (A_V \approx 4.5 mag)Estrema oscurazione, difficile da vedere nell’ottico
Morfologia GalatticaAsimmetria elevataProbabile scontro tra due galassie in corso

È stato pericoloso? (E la questione della “Prospettiva”)

Ora, la domanda che il lettore pragmatico si pone: ci siamo presi un rischio?

La risposta breve è no. La distanza di miliardi di anni luce ci ha protetti. Per noi è stato solo un flebile segnale captato da sensori costosi.

Ma, ed è un grande “ma”, eventi del genere servono a rimettere in prospettiva le nostre sicurezze. Se un GRB di questa potenza fosse esploso nella nostra galassia, la Via Lattea, magari a poche migliaia di anni luce da noi, le conseguenze sarebbero state ben diverse. Un fascio di raggi gamma diretto verso la Terra avrebbe potuto spazzare via lo strato di ozono in pochi secondi, esponendo la superficie a radiazioni letali UV solari e cosmiche, innescando un’estinzione di massa.

Fortunatamente, questi mostri cosmici sembrano preferire ambienti caotici, galassie giovani o in fusione, ricche di formazione stellare violenta, molto diverse dalla nostra tranquilla periferia galattica. Eppure, la scoperta di GRB 250702B ci dice che l’Universo ha ancora molti modi per sorprenderci (e potenzialmente incenerirci) che non avevamo previsto.

Una lezione di Umiltà

Questo studio, che ha coinvolto un consorzio internazionale e strumenti come il James Webb (per confermare il redshift), è un promemoria. I nostri modelli economici falliscono perché non riescono a prevedere l’irrazionalità umana; i nostri modelli fisici falliscono perché l’Universo è più creativo dei nostri teorici.

L’evento sarà un “benchmark”, un punto di riferimento. Da oggi, ogni nuova esplosione anomala verrà paragonata a GRB 250702B. Resta il fatto che, lassù, qualcosa ha urlato energia pura per sette ore e noi, piccoli osservatori su un granello di polvere, stiamo ancora cercando di capire chi o cosa abbia premuto il grilletto. E intanto, qui giù, ci preoccupiamo dello spread.


Domande e risposte

Questo evento rappresenta un pericolo reale per la Terra?

No, assolutamente. GRB 250702B è avvenuto a miliardi di anni luce di distanza (redshift 1.036). A quella distanza, l’energia che ci arriva è infinitesimale e rilevabile solo da strumenti sensibilissimi. Tuttavia, se un evento simile accadesse all’interno della nostra galassia (Via Lattea) e il getto fosse puntato verso di noi, potrebbe distruggere l’ozonosfera e causare un’estinzione di massa. Fortunatamente, è uno scenario estremamente improbabile nella nostra “zona” cosmica.

Perché una durata di 7 ore è così sconvolgente per gli scienziati?

Perché rompe gli schemi. I GRB “lunghi” durano solitamente da pochi secondi a qualche minuto e sono associati al collasso di stelle massicce. Sette ore di emissione continua implicano che il “motore centrale” che alimenta il getto è rimasto attivo per un tempo lunghissimo. Questo suggerisce processi fisici estremi e rari, come una stella che viene fatta a pezzi lentamente da un buco nero, sfidando i modelli standard di collasso stellare rapido.

Come facciamo a sapere cosa è successo se c’era tanta polvere?

La polvere cosmica blocca la luce visibile (quella che vedono i nostri occhi), rendendo l’evento invisibile ai telescopi ottici tradizionali. Tuttavia, gli astronomi hanno usato telescopi a raggi X e all’infrarosso (come quelli del Gemini o del VLT). Queste lunghezze d’onda riescono a penetrare la nebbia di polvere, permettendo di vedere il “bagliore” residuo (afterglow) e di analizzare la galassia ospite, che si è rivelata essere un luogo caotico e denso.

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