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Il governo PD – M5S e il tradimento della Costituzione (di Domenico Caruso)

 

 

Con un interessante articolo pubblicato su Scenari Economici, Giuseppe Palma ha avuto il merito di riproporre l’originalità e l’attualità del pensiero di Costantino Mortati illustre costituzionalista, membro della commissione dei 75 all’Assemblea Costituente e giudice della Corte Costituzionale.

Per il giurista calabrese, maestro di Temistocle Martines, tra la Costituzione formale (il documento scritto nel quale sono contenuti i principi, i valori e le norme sull’ordinamento dello Stato) e la Costituzione materiale (la concreta attuazione dei principi e dei valori recepiti nel testo formale) deve sussistere una sostanziale continuità necessaria per assicurare vitalità e permanenza nel tempo al testo formale in coerenza con il principio giuridico della sovranità popolare in virtù del quale spetta al popolo incidere sull’azione politica per il tramite del partito legittimato ad assumere le responsabilità di governo dalla maggioranza dei voti espressi dal corpo elettorale.

Alla luce del pensiero del Mortati che ancora oggi rappresenta un punto di riferimento obbligato per i cultori del diritto costituzionale, vi è da chiedersi se un governo PD – M5 Stelle gradito all’establishment europeo ma non legittimato dal voto popolare possa considerarsi rispettoso dei precetti della Costituzione formale e se esso possa provocare una ulteriore cesura nel rapporto tra Costituzione formale e Costituzione materiale già gravemente compromesso dall’introduzione di principi alieni non richiesti dal Trattato istitutivo della UE quali l’obbligo del pareggio di bilancio e l”assoggettamento ai vincoli europei che hanno trasferito agli organi della UE la titolarità dell’esercizio della sovranità come conseguenza della volontaria rinuncia al principio di indipendenza di per sé connaturato ai principi del diritto costituzionale generale.

Appare evidente dall’esperienza concreta che l’assunzione delle funzioni di indirizzo politico attivo da parte del Presidente della Repubblica preoccupato di assicurare governi e ministri fedeli alla UE (funzioni che non competono al Capo dello Stato stando al dettato costituzionale formale) e l’idiosincrasia per le elezioni politiche anticipate che potrebbero sancire la netta affermazione della Lega, rappresentano un vulnus per la Costituzione, per la democrazia rappresentativa così come efficacemente teorizzata dal Mortati e per il Parlamento stesso costretto, suo malgrado, ad esprimere la fiducia ad un esecutivo formato da due forze politiche minoritarie come dimostrato dagli esiti delle ultime consultazioni elettorali.

Piaccia o non piaccia, la Lega è la forza politica maggioritaria nel Paese per cui negare pervicacemente il diritto di voto ai cittadini per impedire il successo elettorale dell’unico partito capace di opporsi alle determinazioni imposte dalla UE e favorire la formazione di un esecutivo privo di legittimazione popolare sono scelte destinate a creare un contrasto insanabile tra cittadini e istruzioni.

Il governo PD – M5 Stelle avrebbe si la fiducia di Bruxelles ma non quella degli italiani ma, in questo caso, gli autori della congiura di palazzo dovrebbero avere il coraggio di spiegare chiaramente agli italiani che la Costituzione è stata stravolta e che le forme di Stato e di governo sono mutate per consentire ad altri di decidere per noi.

I padri costituenti si stanno rivoltando nella tomba.


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