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IL FINTO LIBERO MERCATO EUROPEO: GLI AIUTI CI SONO, MA SOLO PER ALCUNI. AIRBUS

Cari amici,

il concetto di libero mercato a livello europeo e mondiale sarebbe legato all’assenza di aiuti di stato: se una nazione foraggia un’azienda viene a rompersi l’equilibrio, con un ingiusto vantaggio, che non è accettato nè all’interno del’Unione europea nè nel WTO.

Questo  vale per tutte le aziende….. tranne qualche eccezione, come ad esempio AIRBUS. Il colosso europeo dell’aviazione nel 2000 ricevette ingentissimi contributi per 3,5 miliardi di euro, in teoria un prestito da restituire a lungo termine. Con questo trucco si sono evitati li strali delle autorità europee e, soprattutto, le ritorsioni dei competitor internazionali. Però un progetto finanziato dal pubblico ad una azienda privata dovrebbe essere valido dal punto di vista competitivo e pare che lo A 380 abbia grossi problemi da questo punto di vista.

Figlio di una spinta al  gigantismo franco tedesco lo A 380 , esauriti gli ordini da Emirates, non ha nessun acquirente:

Il mercato desidera aerei moderni e di dimensioni medie, mentre non sente necessità di giganti che richiedono strutture aeroportuali particolari per gestire aerei a doppio ponte interno.

A questo punto Airbus si trova in grande difficoltà dal punto di vista economico e finanziario: non solo il progetto Airbus è a rischio di cancellazione, anche se qualche ordine extra pare avvicinarsi, ma dal punto di vista finanziario si rischia un’ecatombe. Ecco allora arrivare l’aiuto di mamma Europa: UK, Francia e Germania, che avevano garantito il grosso degli aiuti finanziari si sono accordati con il colosso aeronautico per prolungare il tempo di rimborso, assicurando la possibilità di proseguire anche l’esistenza del programma A380, anche nel caso di ordini minimi, al di sotto degli 8 annui considerati il break even point per questo aereo.

Naturalmente il WTO non sta considerando questa mossa in modo positivo, perchè si viene a configurare un vero e proprio aiuto di stato, alla faccia delle normative nazionali, europee ed internazionali. Un comportamento del genere nei confronti  di qualsiasi azienda di stato farebbe alzare alte ed acute grida da parte delle vestali della libera competizione, i vari Giannino e compagnia cantante, sempre pronti a stracciarsi le vesti per il “Meno stato”, mentre quando avviene a vantaggio di un consorzio privato, con grossi interessi alle spalle, va bene per tutti, anche quando i progetti privati finanziati avevano, evidentemente, delle grandi carenze logiche iniziali. Però non bisogna mai disturbare il privato che stravolge il mercato e guadagna alle spalle del pubblico….

 

 


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