EnergiaUSA
Il dopo Buffett inizia con una vendita: Berkshire cede asset per 1,9 miliardi. L’ombra dell’IA sull’energia
Portland General Electric acquista asset energetici da Berkshire Hathaway per 1,9 miliardi. Dietro l’operazione c’è l’enorme domanda di energia per data center e IA. È l’inizio di un cambio di strategia per la holding post-Warren Buffett?

Il grande accumulatore ha lasciato la stanza, e la macchina inizia a vendere. Appena dopo il ritiro di Warren Buffett dalla guida operativa di Berkshire Hathaway, assistiamo a una mossa che fa riflettere gli analisti: la cessione di asset infrastrutturali pesanti.
Nello specifico, Portland General Electric (PGE) ha annunciato martedì di aver accettato di acquistare impianti di generazione e reti di distribuzione da PacifiCorp, utility controllata proprio da Berkshire Hathaway, nello Stato di Washington. Il prezzo concordato è di 1,9 miliardi di dollari. L’accordo valuta l’operazione con un moltiplicatore di 1,4 volte la base tariffaria stimata per il 2026, un dato tecnico che evidenzia un prezzo di mercato congruo per chi vende, ma strategico per chi compra.
Gli asset ceduti includono una solida base mista di generazione elettrica e infrastrutture di rete. Per maggiore chiarezza tecnica, ecco cosa passa di mano:
| Impianto / Asset | Tipologia | Capacità / Estensione |
| Chehalis | Termoelettrico a gas | 477 MW |
| Marengo I e II | Eolico | 234 MW |
| Goodnoe Hills | Eolico | 94 MW |
| Rete elettrica | Trasmissione e Distribuzione | 4.500 miglia di linee |
Oltre alla generazione elettrica, l’acquisizione comprende operazioni di fornitura d’energia elettrica e servizi locali su un’area di 2.700 miglia quadrate, circa 7000 kmq. Questo porterà in dote a PGE circa 140.000 nuovi clienti nello Stato di Washington, i quali si aggiungeranno al quasi milione di utenze già servite in Oregon. Per sostenere l’operazione, PGE ha stretto una partnership con Manulife Infrastructure Fund III (e le sue affiliate), che assumerà una quota di minoranza nel business acquisito. L’iter normativo statale e federale dovrebbe concludersi entro 12 mesi.
La fame di energia dell’economia reale
Perché PGE compra a queste cifre? La risposta è squisitamente industriale e legata all’economia reale. I ricavi di PGE sono in forte crescita, spinti dalla fame energetica innescata dai data center, dallo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale e dal ritorno della manifattura avanzata.
Tra il 2020 e il 2025, la domanda industriale dell’azienda è cresciuta a un tasso annuo composto (CAGR) del 10%, un trend che l’azienda prevede si manterrà costante fino al 2030. Un dato su tutti rende l’idea: a cavallo tra il 2025 e l’inizio del 2026, PGE ha firmato cinque contratti di fornitura esclusivamente con data center per ben 430 MW. L’energia elettrica stabile e programmabile è, a tutti gli effetti, l’infrastruttura di base della nuova rivoluzione digitale.
Un cambio di rotta per Berkshire?
Tuttavia, il vero punto di domanda macroeconomico riguarda il venditore. Come accennato, appena dopo l’uscita di scena dell’Oracolo di Omaha, la holding inizia a liquidare posizioni strategiche in settori storicamente considerati difensivi e “da cassettista”. Il grande accumulatore non c’è più. Sorge quindi spontanea una domanda: vedremo in futuro un cambio strategico continuo, con un Berkshire Hathaway più propenso al riassetto dei portafogli rispetto al tradizionale orizzonte temporale “per sempre”? Il mercato osserva, ma per ora a vincere sono i bisogni energetici dell’Intelligenza Artificiale.







You must be logged in to post a comment Login