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Il debito pubblico dovrebbe essere totalmente riformato e disgiunto dall’emissione di nuova moneta.

di Davide Gionco

 

Oggi la moneta a corso legale viene emessa a debito.
Ogni nuovo euro creato dalla BCE richiede l’emissione di un euro di titoli di stato (di debito).
L’esistenza di un “debito” porta con sé l’idea che debba essere ripagato, estinto, e l’idea di una “colpa” da espiare.
Ma se il debito pubblico venisse estinto, sarebbe necessario ritirare il denaro dalla circolazione e la nostra economia si bloccherebbe, per mancanza di denaro a supporto degli scambi economici.

Nello stesso tempo, visto dalla parte dei risparmiatori, il “debito pubblico” è in realtà un servizio pubblico di risparmio: io affido i miei risparmi allo stato, il quale me li custodisce e me li rende con un certo tasso di interesse.

Ma non esiste motivo logico per cui il servizio pubblico di risparmio debba essere vincolato alla quantità di denaro che occorre allo stato ed alla nostra economica per funzionare correttamente.
Potrebbe esserci, infatti, più bisogno di fare investimenti pubblici e meno bisogno di risparmio (situazione attuale dell’Italia). O viceversa.

Non solo: ai cittadini risulta ostico comprendere che quando lo stato si indebita non è un vero debito, se ha “la macchina che stampa i soldi” e risulta ostico comprendere che il nuovo denaro, che poi finisce a circolare nell’economia reale, sostenendola, sia creato generando del nuovo debito.
Se i cittadini comprendessero che il denaro è uno strumento pubblico di supporto all’economia del paese, saprebbero che uno stato non può funzionare male “per mancanza di denaro” e, quindi, chiederebbero democraticamente conto al governo di turno a ragion veduta.

Immaginiamo che si realizzasse questo tipo di riforma.

Riforma della Finanza Pubblica:
1) Il governo ogni anno fa l’elenco delle spese pubbliche ritenute necessarie, spesa corrente ed investimenti. Calcola il costo totale e manda il conto al Ministero del Tesoro
2) Il Parlamento approva la legge finanziaria così costruita.
3) Il Ministero del Tesoro chiede al suo dipartimento Istituto di Emissione Monetaria di creare il denaro necessario a finanziare quella spesa pubblica.
4) Il nuovo denarto viene creato in modo “positivo”, senza emettere alcun titoli di stato come “riserva di valore”, come fa oggi invece la BCE.

Riforma del Risparmio Pubblico;
5) Viene costituita la Banca Pubblica, che offre a tutti un servizio di risparmio di base, accessibile via internet e con sportelli convenzionati presso Banco Posta in tutti i comuni d’Italia.
6) I titoli di stato in circolazione vengono convertiti in certificati di deposito presso la Banca Pubblica, alle medesime condizioni di capitale, interesse e scadenza.
7) Il debito pubblico cessa di esistere, ora si chiama “risparmio pubblico”. FINE DEL DEBITO PUBBLICO!
8) L’Istituto di Emissione, dipartimento del Tesoro, garantisce il pagamento degli interessi, mediante nuove emissioni di denaro. Quindi risparmi garantiti al 100%.

Riforma del sistema fiscale:
9) Lo Stato continua a percepire delle tasse, non per finanziarsi (vedi punto 1), ma per INDIRIZZARE l’economia del paese, incentivando i comportamenti virtuosi e disincentivando i comportamenti negativi. Si detassano i comportamenti virtuosi, come la produzione e lo scambio di beni e servizi, e si scoraggia l’accumulo di grandi capitali, destinati all’inutile speculazione finanziaria.
10) Il denaro raccolto tramite le tasse viene annotato sui libri contabili per le necessarie verifica, dopo di che viene distrutto e cessa di esistere.

Con una riforma del genere il primo risultato sarebbe una ESTREMA CHIAREZZA nei confronti dei cittadini.
A tutti sarebbe chiaro ed evidente che il denaro non è una ricchezza in sè, ma è uno strumento fondamentale di supporto all’economia del paese e per governarla.
A tutti sarebbe chiaro che il denaro viene creato dal nulla dallo Stato, che rappresenta il Popolo e a tutti sarebbe chiaro che le tasse non servono a finanziare lo stato.
Maggiore comprensione = maggior controllo democratico.

Se la sovranità appartiene al Popolo, il popolo deve prima di tutto CAPIRE cosa è il denaro, affinché esso diventi, finalmente, uno strumento di governo per il benessere economico del paese e non l’incubo di milioni di italiani, terrorizzati dal debito pubblico.


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