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La guerra al Diesel NON ha nulla a vedere con l’inquinamento: dal 2020 le grandi navi useranno lo stesso gasolio delle auto e quindi non ce n’è abbastanza per tutti!

Ecco il più grande segreto di Pulcinella della storia del trasporto – e dell’inquinamento – mondiale. Riprendo questa sezione da articoli precedenti perchè merita approfondimento specifico in quanto assolutamente taciuta dai media.

Cronistoria:

  • settembre 2015: esplode lo scandalo dieselgate sui diesel tedesch truccati
  • ad ottobre 2016, l’IMO (Organizzazione Marittima Internazionale)  – contraddicendo le precedenti indicazioni che volevano una data successiva – ha deciso di anticipare al 2020 l’uso del diesel a basso contenuto di zolfo (0.5%, LSFO), lo stesso usato dalle auto, anche sulle grandi navi da trasporto su mare, che primo usavano quello ad alto contenuto di zolfo (3.5%, HSFO)
  • dal 2017 inizia il battage mediatico atto a criminalizzare il diesel
  • le case automobilistiche abbandonano il diesel e chiudono progressivamente produzioni di motori termici tradizionali
  • siamo ai nostri giorni, le famiglie sono di fatto obbligate a cambiare le auto diesel euro3 e dal 2020 anche le euro4 pena non poter circolare nelle città superiori a 30’000 abitanti, costringendo a dirottare i risparmi in consumi OBBLIGATI dall’EU (acquisto di una nuova auto, possibilmente elettrica/ibrida)

Fino a qui i fatti. Mi permetto di ritenere che le famiglie non siano assolutamente felici di quanto riportato sopra: infatti il risultato è che saranno obbligate a SPENDERE per CONSUMI OBBLIGATI per cambiare l’auto su impulso di una LEGGE EU.

Per l’Italia sappiate che è anche peggio in quanto la filiera dell’auto a motore termico in Italia ha solide basi, ma per quella elettrica è quasi inesistente. Ossia, aziendalmente è perfettamente comprensibile la volontà di FCA di chiudere gli stabilimenti italiani in quanto producono un prodotto di fatto non conforme – almeno per i diesel – a quello che l’EU imporrà nei prossimi anni.

Notasi: tutto fattuale quanto sopra, anche che la filiera produttiva dell’auto elettrica/ibrida sia concentrata in EU soprattutto in Germania e, in misura leggermente minore, Francia; certamente NON in Italia.

Ora, ci stanno dicendo che cambiare l’auto diesel serve per ridurre l’inquinamento. E’ vero?  A livello di CO2, l’imputata principale – sebbene a torto – del riscaldamento climatico (basti pensare che il Medioevo aveva una temperatura circa uguale all’attuale senza correlazione con la concentrazione di CO2 che era minore; e non siamo morti arrostiti, proprio perchè la terra tende ad autocompensarsi secondo il principio di Gaia, ndr, per i riferimenti vedasi QUI), CERTAMENTE NO. Infatti il diesel produce – tra tutti i motori termici – una delle percentuali più basse di CO2 al per km percorso.

Passiamo oltre, la sostituta diciamo mainstream del diesel, quella che vi viene imposta dall’EU, l’auto elettrica, serve a ridurre l’inquinamento? Numerosi studi, di svariati paesi, le stesse autorità di paesi rinomati per rispettare l’ambiente (Singapore), banche d’affari (Morgan Stanley), scienziati (Swedish Environmental Agency di Stoccolma), pubblicazioni economiche (Economist), associazioni non governative di difesa dell’ambiente (nrdc.org), giornali, esperti ecc. ecc. ritengono in soldoni che:

  • Le auto elettriche inquinano anche più delle auto a benzina (le quali ad oggi, ad eccezione dei particolati – che però sono facilmente eliminabili, solo a volerlo -, inquinano più dei diesel)
  • Il modo migliore per ridurre l’inquinamento, e quindi di sdoganare il minor inquinamento delle auto elettriche, è ridurre i combustibili fossili nella produzione di energia elettrica.

La ratio è semplice: se per produrre energia elettrica per alimentare le auto elettriche io comunque brucio gas, petrolio e (soprattutto) carbone dove è la riduzione di inquinamento?

(alla faccia dei verdi eletti in Baviera, dove dalla chiusura del nucleare la produzione di energia dal super-inquinante carbone è drasticamente aumentata!)

Il caso dei diesel è ancora più incredibile: pur 1.inquinando meno e 2.consumando meno di un motore a benzina tale ciclo viene oggi criminalizzato più di tutti. Ma solo per le auto private, non per quelle che inquinano di più ossia i camion, i mezzi pubblici, quelli degli artigiani; ed anche – udite udite – le auto euro3 di persone diciamo non ricche se non direttamente povere (tradendo quindi la vera radice economica del problema). Si noti infatti che sono proprio camion, mezzi pubblici oltre al riscaldamento a gasolio a contribuire di più all’inquinamento soprattutto in particolato, non le auto Euro3 o Euro4, tendenzialmente più pulite. NONOSTANTE QUESTO LA SCELTA DELL’EU E’ STATA CHE, PER RIDURRE INQUINAMENTO (E PARTICOLATO) BISOGNA FAR SOSTITUIRE SOLO LE AUTO PRIVATE ALLE FAMIGLIE….

Va per altro ricordato che esiste un limite fisico con le tecnologie attuali nell’ottenimento di energia rinnovabile su consumi totali e si attesta circa al 20%. Ossia, ad oggi NON SI PUO’ FARE A MENO DEL PETROLIO E DEI SUOI DERIVATI. Tutto scritto qui.

Tralascio il fatto che il particolato è facilmente eliminabile, almeno il PM10, con accorgimenti tecnici semplici – riconosciuti dalla letteratura scientifica e già in commercio in vari paesi -, iniettando idrogeno in camera di combustione ottenuto da una piccola cella a combustibile posizionata nel cofano della auto, della dimensione di un piccolo laptop e costo di poche centinaia di euro.

Come capite la storia non regge.

Infatti il motivo E’ DIVERSO è molto più terra-terra: la decisione dell’IMO – Organizzazione Marittima Internazionale, che sovrintende i regolamenti del trasporto su nave – , avvenuta a cavallo dello scandalo dieselgate e finalizzata d far utilizzare lo stesso gasolio delle auto diesel anche alle grandi navi, causerà un enorme collo di bottiglia nella produzione del diesel LSFO. OSSIA NEL 2020 NON CI SARA’ ABBASTANZA DIESEL A BASSO CONTENUTO DI ZOLFO PER NAVI, CAMION, MEZZI PUBBLICI, RISCALDAMENTO ED AUTOMOBILI!

Ecco il motivo vero della criminalizzazione del diesel! MA SOLO LE AUTO DELLE FAMIGLIE, PER FARLE SPENDERE!

Ossia, le aziende EU hanno approfittato di questo strano allineamento astrale tra dieselgate e decisione dell’IMO – chissà quanto casuale – per OBBLIGARE le famiglie a cambiare l’auto DIESEL, senza per altro voler sostituire equivalentemente i mezzi a gasolio che veramente consumano ed inquinano di più, mezzi pubblici, camion e riscaldamento civile  gasolio!

Chiaramente questo drive è stato “usato” dall’EU per fare in modo da obbligarvi a comprare auto del blocco franco-tedesco, si sa ormai che l’EU difende in particolare tali interessi (dove probabilmente la Francia avrà come ruolo principale quello di vendervi energia carbon-free, ossia nucleare, ndr).

Nota di colore: una delle rivista EU – che si “ritiene” scientifica – che più difende l’auto elettrica è la tedesca FOCUS. Sapete chi è l’editore? La catena tedesca Burda, di proprietà del famoso Hubert Burda, famigliarmente di dichiarate simpatie naziste, marito di Maria Furtwaengler (nipote di Wilhelm, il direttore di orchestra di Hitler – non scherzo -, ci discusse anche il grande Toscanini che si rifiutò di partecipare causa suo personale antinazismo al festival Wagneriano di Bayreuth, …), la stessa che ha finanziato la ONG Jugend Rettet che portava emigranti dall’Africa in Italia durante i governo del PD, vedete QUI. Stana coincidenza.

Ma, si sa, i tedeschi fanno gruppo, anzi asse. E come dimostra il terrore per i dazi Trumpiani sulle auto tedesche vendute in USA, in Germania sanno bene che è cruciale per il proprio benessere supportare l’export delle loro automobili. Dunque l’intero sistema le difende: se gli USA non compreranno più prodotti tedeschi bisogna trovare altri consumatori disposti a farlo, o sbaglio? Dunque, che spendano le famiglie….

Encore, tutto torna. Anche il fatto che le vendite di auto in Italia sono crollate….

MD


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