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I pub sostituirono le banche in Irlanda nel 1970 e l’economia non ne risentì affatto

di Davide Gionco
15.09.2019

Tutti siamo convinti che il buon funzionamento delle banche sia fondamentale per il buon funzionamento dell’economia di un paese.
Tuttavia esistono dei casi storici in cui si è verificato il blocco prolungato del sistema bancario, senza però causare danni all’economia reale.

Un caso molto interessante è quanto avvenne in Irlanda nel 1970, quando ci fu un contenzioso fra i dipendenti del sistema bancario e le banche che portò ad uno sciopero generale durato circa 6 mesi.

Questo è uno dei comunicati che, a più riprese, trovarono i clienti delle banche sulle porte chiuse degli sportelli.

COMITATO PERMANENTE DELLE BANCHE IRLANDESI
La banche sotto citate devono informare che a causa dei contenziosi con i dipendenti, tutte le filiali nella Repubblica d’Irlanda sono state chiuse a partire da venerdì 1° maggio 1970 e che non è stato possibile svolgere le commissioni richieste a partire da quella data.

Inoltre, in conseguenza del contenzioso in corso, sono stati adottate degli orari di lavoro ristretti da l 2 marzo 1970 al 30 aprile 1970 e ci potrebbero essere ritardi nelle corrispondenze e nelle operazioni disposte durante quel periodo.

Siamo molto dispiaciuti per tutti gli inconvenienti causati da questi eventi.

Sarete avvisati quando la situazione ritornerà normale.

La gente era abituata ad utilizzare gli assegni per gestire i pagamenti di somme importanti e, quando le banche furono chiuse, i rischi di mancato pagamento degli assegni furono presi in carico dai pub di quartiere, i quali conoscevano bene le persone, la loro serietà ed avevano elementi sufficienti a valutare il loro grado di solvibilità. I gestori dei pub conoscevano chi sapere gestire con accortezza i propri guadagni e chi li dilapidava in solenni sbronze di birra stout.

Un caso esemplare fu quello di John Dempsey, il proprietario di un pub a Balbriggan, non lontano da Dublino, il quale deteneva assegni per un ammontare di migliaia di sterline, ma non era preoccupato di perdere i suoi guadagni.
Alla fine degli scioperi del settore bancario, durato 12 settimane, poté incassare regolarmente tutti gli assegni che gli erano rimasti.
Raccontava: “Accettavo pagamenti in assegni solo dai miei abituali clienti, non li accettavo dagli estranei. Ritengo di avere consentito ad alcune fabbriche locali di restare aperte durante questi mesi di chiusura delle banche”.

In questo modo circa 3 miliardi di sterline passarono di mano in mano, circolando, mentre le banche retavano chiuse.
Non solo grazie ai pub, ma anche ad altri commercianti ed uomini d’affari che avevano trovato il modo di accettare pagamenti in assegni senza correre rischi.

Dopo che le banche riaprirono gli sportelli, a metà novembre 1970, si dovette attendere fino ai primi mesi del 1971 per ritornare ad una attività bancaria normale.
In sostanza l’attività delle banche in Irlanda si era arrestata per quasi un anno.

La cosa più sorprendente è che il «sistema monetario provvisorio», che aveva saputo fare a meno delle banche, non causò alcun danno all’economia dell’Irlanda che, anzi, fu caratterizzata da un periodo di ripresa della crescita del prodotto interno lordo, cosa che peraltro era già successa in una situazione analoga già verificatasi nel 1966 e in un’altra che si ripresentò nel 1976.

(in blu i quadrimestri senza sciopero dei bancari, in rosso i quadrimestri con sciopero dei bancari)

Questo fatto storico dimostra come in realtà non siano le banche a creare il denaro, che in fin dei conti sono solo dei pezzi di carta o, oggi, dei numeri sui computer. A creare il denaro siamo noi stessi, quando abbiamo fiducia nel fatto di poter spendere quel pezzo di carta in un secondo momento per sostenere una spesa necessaria al nostro vivere.
Già secoli prima, infatti, gli inglesi avevano utilizzato come denaro dei semplici bastoncini di legno, chiamati “tally sticks”, i quali avevano funzionato benissimo per secoli, fino all’avvento della Banca d’Inghilterra.
Non servivano riserve d’oro, né particolari controlli da parte dei banchieri, ma solo la fiducia di poter riscuotere in natura il credito annotato sul “mezzo di pagamento”, pezzo di legno o di carta che fosse.

Oggigiorno le banche fanno utili ergendosi a garanti della nostra fiducia nel denaro, un compito che in realtà degli accorti venditori di birra nei pub irlandesi avevano saputo benissimo svolgere per diversi mesi, senza che l’economia locale ne risentisse.


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