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I MEDIA TRADIZIONALI PRECIPITANO, MA NON IMPORTA A NESSUNO. OVVIO, SONO PAGATI DAL GOVERNO.

 

Il mercato fornisce una serie di dati che, normalmente in qualsiasi azienda, condurrebbero al panico ed al terrore, ma che nel magnifico e fantastico mondo dei Media Maistream vengono perfettamente ignorati.

Parliamo dei risultati che stanno abilmente conseguendo gli editori dei settori TV e Stampa. Iniziamo dal bersaglio più semplice, la stampa mainstrem, e vediamo i risultati editoriali dei primi quattro quotidiani italiani.

 

Come vediamo le vendite dei principali quotidiani sono letteralmente precipitate negli ultimi 20 anni. Questo naturalmente si è ripercosso nei risultati economici. RCS “Risanata da Cairo perde “Solo” 5,7 milioni nel primo trimestre 2017, Il Sole, reduce da perdite per 80 milioni nel 2016, ha una perdita soli 14,7 milioni nella prima metà 2017, con una perdita OPERATIVA di 09,7 milioni. Repubblica-L’Espresso fanno un magro utile per 10,7 milioni nel 2016, ma dentro c’è veramente di tutto , tanto che comunque il calo pubblicitario per la stampa è del 5,6% e del 10% nei ricavi complessivi.

Se i giornali vanno male, la TV andrà meglio… Mica tanto.. Vediamo i risultati di raccolta pubblicitaria

Ad agosto 2017 il mercato pubblicitario TV segnava un -4% rispetto al periodo precedente. Se prendessimo 100 il valore del 2011 avremmo che gli incassi attuali sono pari solo a poco più di 80.  Certo la TV pubblica gode di enormi introiti per il canone (1,313 miliardi), ma questi si traducono in un calo degli ascolti complessivi.

Tutto questo viene a colpire le tasche degli imprenditori del settore, essenzialmente Cairo e Berlusconi, e dovrebbe spingerli  a cambiare strategie: infatti se la gente abbandona la TV generalista, e non lo fa per quella a pagamento, dato che ormai la quota di sky+premium è stabile  da tempo, il dubbio che la sbobba servita non piaccia dovrebbe sorgere, oppure no ?

Potremmo iniziare un lungo discorso sulla qualità dei programmi prodotti, e, vi dico la verità , avrei moltissimo da dire, in una TV che mi offre in prima serata “Che tempo che fa” (Flop clamoroso), “Il Segreto” (pessima telenovela latina, di qualità infima), “Ciao Darwin” (una sfida vera, all’intelligenza)  etc etc. Andremmo però a ricadere sui gusti personali, e , come diceva il Filosofo, “De gustibus non est disputandum”. Recentemente una norma ha imposto un incremento progressivo delle produzioni nazionali e sono sinceramente terrorizzato dal dovermi sorbire l’ennesimo “Gormorroide”, “Suburra soporifera”, “Ristretto di Polizia”, prodotti di serie indigesti, banali, superficiali, scritti da sceneggiatori che potrebbero essere facilmente sostituiti con ragazzi dell’alternanza scuola – lavoro.

Perchè non ci sono programmi giornalistici interessanti? Perchè usare la testa è faticoso, e far penare anche i tele ascoltatori ancora di più. Avete notato che il programma  giornalistico medio, con conduttore pendente a piddinia, ha sempre il governativo Piddino di turno, un paio di pseudo esperti che a malapena hanno delle infarinate, ma erano amici dell redazione, e poi un poveraccio che, in teoria, rappresenta l’idea alternativa , quasi mai in studio,  che non viene lasciato parlare? Prendete QUALSIASI programma e vedrete che segue lo stesso esatto schema.

Naturalmente il servizio , o meglio il servizietto, reso dalle TV si deve pagare, ed allora il Governo mette in bilancio 237 milioni per le TV, provenienti dall’asta 5G. La cifra complessiva prevista  che lo stato dovrebbe incassare, 3,2 miliardi, è enorme, superiore alle previsioni di 2 miliardi, per cui la dazione televisiva sono solo briciole, ma si sa che piccoli imprenditori si accontentano di briciole.

 

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