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I Marines USA installeranno un “cervello digitale” sul drone YFQ-42A. Il “Wingman” fedele si avvicina

Il Corpo dei Marines degli Stati Uniti (USMC) ha deciso di accelerare sul fronte dell’aviazione tattica non pilotata, selezionando ufficialmente la piattaforma YFQ-42A di General Atomics Aeronautical Systems (GA-ASI). L’obiettivo è chiaro: installare un “cervello digitale” su questi velivoli per valutarne le capacità come “gregari fedeli” (o Loyal Wingman) a supporto dei caccia con equipaggio umano.
Siamo nel pieno del programma MUX TACAIR CCA (Marine Air-Ground Task Force Uncrewed Expeditionary Tactical Aircraft – Collaborative Combat Aircraft), un acronimo lungo e complesso che nasconde però una verità operativa semplice: i piloti umani costano e sono pochi, i droni costano meno e sono sacrificabili.
Un banco di prova per l’Intelligenza Artificiale
L’accordo annunciato non riguarda solo la fornitura di “ferro”, ovvero la fusoliera e il motore, ma si concentra sull’integrazione di un kit di missione fornito direttamente dal governo. Il drone YFQ-42A fungerà da surrogato, una sorta di laboratorio volante, per testare l’autonomia del sistema in scenari di combattimento complessi.
Non stiamo parlando di semplici aerei radiocomandati. Il cuore del progetto è l’integrazione tra:
La piattaforma fisica: L’YFQ-42A di General Atomics, che ha già compiuto il suo volo inaugurale nell’agosto del 2025.
Il software di autonomia: Un’architettura AI “open” che permette al drone di prendere decisioni tattiche.
Il fattore umano: La capacità di operare in sinergia con i piloti in carne ed ossa della Marine Air Ground Task Force (MAGTF).
La sfida con Anduril e la visione strategica
General Atomics non corre da sola. L’YFQ-42A è uno dei due caccia senza pilota selezionati dall’USMC per questa fase di test; l’altro contendente è l’YFQ-44A di Anduril. Una competizione che ricorda le vecchie gare d’appalto della Guerra Fredda, ma con molto più silicio e meno titanio.
L’idea alla base del programma CCA (Collaborative Combat Aircraft) è quella di creare sciami di droni che possano:
Attirare il fuoco nemico, proteggendo i caccia pilotati più costosi (come gli F-35).
Fornire supporto sensoriale avanzato (ricognizione e guerra elettronica) aggiungendo funzioni che normalmente sono svolte da aerei pilotati manualmente.
Eseguire attacchi cinetici (sganciare munizioni) o non cinetici (jamming, quindi funzioni di guerra elettronica).
Mike Atwood, vicepresidente dei programmi avanzati di GA-ASI, ha sottolineato come la selezione si basi sui sistemi autonomi già in uso, puntando a una soluzione “accessibile”. In un mondo dove i costi della difesa lievitano, la parola “accessibile” suona dolce alle orecchie del Pentagono, anche se in ambito militare “economico” è sempre un concetto molto relativo.
Cosa ci aspetta: il “Kit di Missione”
Il nuovo contratto prevede lo sviluppo rapido dell’autonomia per il “kit di missione” fornito dai Marines. General Atomics descrive questo kit come una suite “ricca di sensori e definita dal software”.
Ecco una sintesi delle caratteristiche chiave della piattaforma in sviluppo:
| Caratteristica | Dettaglio |
| Ruolo | Wingman (Gregario) autonomo / Piattaforma surrogata |
| Programma | MUX TACAIR CCA |
| Integrazione | Kit di missione governativo (il “cervello digitale”) |
| Capacità | Effetti cinetici (armi) e non cinetici (guerra elettronica) |
| Design | Modulare, per un adattamento rapido a diverse missioni |
Il successo del volo inaugurale dell’agosto 2025 aveva già convalidato il concetto di “genere/specie” di General Atomics: un nucleo comune del velivolo che può essere adattato rapidamente. Ora, con l’integrazione del cervello digitale dei Marines, vedremo se la macchina sarà in grado di pensare veloce quanto vola.
La guerra del futuro si gioca sugli algoritmi, ma serve ancora qualcuno che porti il computer sopra il campo di battaglia. I Marines sembrano aver scelto il loro mulo da soma hi-tech.










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