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I CINQUE STELLE HANNO SCELTO URSULA (O ORSOLA): per il Fatto il dado è tratto ed i 5S han scelto il PD (ed i migranti)

 

Per il Fatto Quotidiano la riunione dei vertici a Cinque Stelle in Toscana porterà ala rinascita di Romano Prodi ed al suo “Progetto Orsola” (o Ursula direi).

Andiamo un passo alla volta: la prima notizia è che la riunione a casa di grillo a Marina di Bibbona, dove è uscita la linea di rottura definitiva con la Lega e quindi, ovviamente, quella di rivolgersi all’altro “Forno”, quello del PD. Una decisione che sembra definitive e che, per quello che trapela, non ha visto rotture nei vertici del movimento, anche se poi quello che è effettivamente successo, quello che si sono detti, resta in quelle camere ovattate.

Questo quindi fa partire il “Progetto Orsola” (o Ursula, sarebbe più corretto chiamarlo) , proposto da Romano Prodi, un “Nuovo” della politica, un nome mai speso e che ha fatto già tanto per l’Italia. L’idea è quella ancora più ambiziosa del contratto di governo, cioè un contratto di legislatura, basato su “Numeri precisi” del Bilancio, e sulla soluzione di quei problemi che hanno portato “La paura” nella società italiana.

Per essere chiari si punta su due elementi:

  • ottenere più flessibilità, con le buone , dall’Europa e spendacchiare un po’ di più, in settori che i governi precedenti (pare del PD, ma non sono sicuro), hanno già martoriato;
  • risolvere il problema dell’immigrazione clandestina con la redistribuzione fra i vari paesi.

Dopo D’Alema abbiamo la rinascita di Prodi, quello che avrebbe fatto lavorare, con  l’Euro, gli Italiani un giorno in meno al mese dando i soldi come se lavorassero un giorno in più. Il problema di questo patto, al di la del riportare in auge il meglio degli ultimi 30 anni, è il fatto di basarsi su elementi che non dipendono dal governo italiano o dai partiti. Infatti, tanto per mettere chiarezza:

  • il bilancio 2020 previsionale dell’Unione (database Ameco) indica in questo momento il 3,5 % di rapporto deficit PIL. Quindi o si gioca fuori dalle regole europee, oppure non c’è nessuno spazio di spesa, ma solo per misure restrittive (per i curiosi la previsione per il 2019 è pari al 2,4%);
  • la redistribuzione in ambito europeo è stata tentata da Gentiloni con le buone e da Salvini con le cattive ed ha avuto risultato nullo. Nessuno li vuole, al di là dei piccolissimi numeri occasionali.

Come si sta verificando con la Open Arms, non c’è nessuna possibilità di deviare da un disegno preciso delle ONLUS per cui i migranti devono venire in Italia e comunque il cambiamento del protocollo di Dublino vedrebbe, come minimo, opposti i paesi del gruppo di Visegrad, oltre probabilmente ad altri paesi balcanici ed alla Germania, sempre più influenzata dalla politica della Merkel. Una proposta fuori tempo irrealistica, basata solo sul desiderio di potere del PD (che in se raggruppa praticamente tutti i partiti anti 1990) e del desiderio di poltrona del M5s.

 

 


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