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EconomiaFinanza

I 3 trend cinici del 2026 secondo Goldman Sachs: AI, produttività e miseria

La banca d’affari prevede un’economia a “K”: utili record per chi usa l’AI e short sulle aziende esposte ai consumatori poveri.

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Goldman Sachs vede rosa, ma solo per chi ha il portafoglio gonfio. Ecco le tre strategie della banca d’affari per il 2026: dagli utili reali dell’Intelligenza Artificiale al cinico “short” sui consumi delle classi popolari.

Siamo nel 2026 e, secondo gli strateghi di Goldman Sachs, ripresa da Zerohedge, il mondo – o meglio, gli Stati Uniti – sono ancora “the place to be”. Mentre l’Europa continua a dibattersi tra vincoli di bilancio e una crescita anemica, gli analisti americani prevedono un’espansione globale del 2,8% (superiore al consensus del 2,5%), trainata quasi esclusivamente da una locomotiva a stelle e strisce che dovrebbe correre al 2,6%.

Merito di cosa? Tagli alle tasse, deregolamentazione e condizioni finanziarie più agevoli. Insomma, il solito cocktail di stimoli che piace a Wall Street. Ma attenzione: non è tutto oro quel che luccica. Scavando tra le righe del report di inizio anno, emergono tre trend di investimento che ci dicono molto sullo stato di salute reale dell’economia (e sulle sue disuguaglianze).

Ecco su cosa sta scommettendo il “calamaro vampiro” per l’anno in corso.

1. AI: Basta Hype, ora servono i fatturati

Per tre anni ci hanno riempito la testa con le “magnifiche”, i chip e i data center (il cosiddetto trend “picks and shovels”, picconi e pale). Goldman dice che quella fase è finita. Ora il focus si sposta sulle aziende non tecnologiche che adottano l’Intelligenza Artificiale per aumentare la produttività.

  • Il concetto: Comprare azioni di banche, assicurazioni, logistica e sanità che usano l’AI per abbattere i costi e alzare i margini.
  • La critica: “Aumentare la produttività” nel linguaggio corporativo spesso significa “ridurre il personale”. Se l’AI sostituisce il lavoro umano, i margini salgono, ma chi sosterrà la domanda aggregata se i salari vengono compressi? È il classico cane che si morde la coda del turbo-capitalismo finanziario. La “Crescita” rischia di distruggere se stessa.

2. Il Cinismo di Wall Street: Shortare i Consumatori a Basso Reddito

Qui entriamo nel territorio del politicamente scorretto, ma economicamente rivelatore. Goldman consiglia apertamente di vendere allo scoperto (shortare) le aziende esposte alla spesa discrezionale dei redditi bassi.

Ripresa a forma di K

Siamo di fronte alla definitiva consacrazione dell’Economia a K:

  • Il braccio alto della K: Chi ha asset finanziari e redditi alti vede la ricchezza aumentare, sia perché il famoso 10% del reddito più alto cresce di più, sia per i maggiori ritorni sul reddito.
  • Il braccio basso della K: Chi vive di stipendio (o peggio, di sussidi) viene schiacciato dall’inflazione e dai tagli al welfare (citati esplicitamente i tagli a SNAP e Medicaid negli USA).

Goldman nota che, nonostante il PIL cresca, il mercato del lavoro per le fasce basse è debole e i risparmi sono esauriti. La strategia quindi è semplice quanto crudele: scommettere contro la capacità di spesa dei poveri. Un segnale inequivocabile che la ripresa non è per tutti e che l’inflazione, lungi dall’essere sparita, ha eroso il potere d’acquisto reale della classe lavoratrice. Ma ha davvero senso economico un modello che distrugge la sua base di consumatori?

3. Qualità vs “Fuffa”: La selezione naturale dell’AI

Il terzo trend è una diretta conseguenza del primo. Il mercato sta diventando selettivo. Non basta più dire “AI” per far volare il titolo in borsa. Goldman suggerisce una strategia Long/Short:

  • Long (Comprare): Aziende AI ad alto profitto, con bilanci solidi e flussi di cassa reali.
  • Short (Vendere): Aziende AI “vulnerabili”, ovvero quelle che bruciano cassa e vivono di promesse.

Siamo alla fase di maturità del ciclo: la liquidità non è più infinita e il mercato inizia a guardare i fondamentali (margini netti, debito, rating). Chi ha costruito castelli in aria rischia di crollare.

Sintesi: Cosa ci dice Goldman del 2026?

La visione è chiara: l’America cresce, ma lo fa lasciando indietro una fetta enorme della popolazione. La finanza festeggia i guadagni di produttività (spesso ottenuti tagliando lavoro) e la tenuta dei consumi di lusso, mentre scommette attivamente contro la sopravvivenza economica della classe media e bassa. Un quadro che dovrebbe far riflettere chi, in Europa, sogna ancora l’austerity come panacea.


DOMANDE E RISPOSTE

Che cos’è l’economia “a forma di K” citata nell’articolo? È un termine economico che descrive una ripresa in cui diverse parti dell’economia divergono come i bracci della lettera K. I ricchi e i detentori di asset (azioni, immobili) vedono la loro ricchezza crescere (braccio alto), mentre i lavoratori a basso reddito e le piccole imprese soffrono stagnazione o declino (braccio basso), schiacciati da inflazione e precarietà. È il sintomo di una profonda disuguaglianza strutturale.

Perché Goldman Sachs consiglia di investire in aziende che usano l’AI invece che in chi la produce? Perché il mercato dell’hardware (come i chip Nvidia) è ormai saturo e prezzato alla perfezione. La nuova frontiera del guadagno è l’applicazione pratica: le aziende “tradizionali” (banche, logistica) che riescono a integrare l’AI possono tagliare drasticamente i costi operativi e del personale, aumentando i margini di profitto in modo più rapido rispetto alla media del mercato.

Questa strategia è applicabile anche in Europa? Solo parzialmente. La strategia di Goldman è molto “US-centrica”. L’Europa soffre di una domanda interna molto più debole a causa delle politiche di bilancio restrittive e non beneficia degli stessi stimoli fiscali americani. Inoltre, il mercato del lavoro europeo è più rigido, rendendo più difficile (ma non impossibile) quel recupero di produttività tramite tagli del personale che l’AI promette negli USA.

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