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Guida al credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali 4.0

Per restare al passo con i tempi, specialmente in questi anni di rivoluzione tecnologica, le imprese hanno necessità di investire. Lo sanno gli imprenditori, e lo sa anche lo Stato, che ha previsto tutta una serie di agevolazioni per convincere chi di dovere a sfruttare le agevolazioni legate all’industria 4.0. La più importante è certamente il credito d’imposta 4.0, voluto dal ministero dello Sviluppo economico per supportare chi investe in beni strumentali innovativi, materiali e immateriali, necessari per una trasformazione in termini tecnologici e digitali (da qui, appunto, l’utilizzo della sigla 4.0) dei processi produttivi.

Le agevolazioni non sono una tantum, ma hanno una valenza pluriennale. Come disposto dal Mise, per quanto riguarda i beni materiali tecnologicamente avanzati, chi ha effettuato un investimento nel 2021 ha diritto a ricevere il 50% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro, oppure il 30% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro, o ancora il 10% del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro. Per l’anno in corso, ed è una delle novità introdotte di recente dal governo proprio sul tema del credito imposta 4.0 2022, il 40% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro, il 20% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro, il 10% del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro. Come ricorda il ministero dello Sviluppo economico, «il credito d’imposta può essere esteso fino al 30 giugno 2026 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2025 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione».Possono avere accesso a queste agevolazioni 4.0, tutte le imprese con sede in Italia, con l’unica eccezione di quelle attività in stato di liquidazione volontaria, in fase di fallimento, in liquidazione coatta amministrativa, in concordato preventivo senza continuità aziendale, o coinvolte in altra procedura concorsuale. Per avere accesso ai benefit, e in particolare a quelli legati a investimenti di i beni tecnologicamente avanzati materiali e immateriali, le imprese sono tenute a produrre una perizia tecnica rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale, o ancora un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato. Solamente per i i beni di costo unitario non superiore ai 300 mila euro, basta una dichiarazione del legale rappresentante.

 

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