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Guasto a centrale elettrica svedese aggrava i problemi energetici del Nord. Piove sul bagnato

 

Una centrale elettrica a olio combustibile nel sud della Svezia, di proprietà del gigante tedesco dell’energia Uniper, ha subito un guasto nelle prime ore di giovedì a causa di un’interruzione della caldaia, aggravando i problemi di approvvigionamento nel Paese dove la produzione di energia nucleare ed eolica è stata inferiore al solito.

L’impianto di Karlshamn ha subito un guasto per poco più di un’ora giovedì mattina in Svezia, secondo un avviso della borsa elettrica Nord Pool. L’impianto è ora di nuovo in funzione, ma l’interruzione evidenzia la vulnerabilità della produzione di energia elettrica in Europa quando anche altre fonti sono poco disponibili.

Karlshamnsverket è una centrale elettrica di “picco” e di riserva alimentata a olio combustibile situata nella Svezia meridionale, che richiede una capacità maggiore rispetto ad altre zone del Paese, secondo il suo gestore Uniper. Di picco significa che entra in fuzione solo per far fronte, normalmente, ai picci di domanda.

Martedì scorso, Uniper ha dichiarato a Reuters di aver fatto funzionare l’impianto di picco e di riserva a olio combustibile per una settimana a causa dei prezzi molto elevati sul mercato elettrico Nord Pool. Dall’8 agosto, uno dei due blocchi dell’impianto ha funzionato tutti i giorni tranne uno, ha dichiarato a Reuters il portavoce di Karlshamnsverket, Bjorn Magnusson.

I prezzi dell’energia elettrica nei Paesi nordici stanno salendo alle stelle a causa della scarsa produzione di energia idroelettrica e nucleare.

La Svezia, uno dei membri dell’UE con il mix di energia elettrica più ecologico del blocco – in cui dominano l’energia idroelettrica, nucleare ed eolica – ha riavviato la centrale a olio combustibile di Karlshamn lo scorso autunno, quando è iniziata la crisi energetica in Europa.

A quasi un anno di distanza, la crisi è peggiorata a tal punto che i governi chiedono di risparmiare energia e stanno prendendo in considerazione la possibilità di razionamenti per questo inverno.

I prezzi dell’energia elettrica in Europa stanno battendo dei record. La produzione nucleare è diminuita a causa delle acque calde dei fiumi e anche i bacini idroelettrici sono a livelli bassi a causa della siccità e delle ondate di calore di quest’estate. Senza contare la drastica riduzione delle forniture di gas russo alla Germania e la corsa al LNGda parte degli acquirenti dell’UE. Inoltre, la fornitura di carbone e petrolio sul fiume Reno, una via d’acqua fondamentale in Europa per il trasporto su chiatte, è stata interrotta dai bassi livelli d’acqua. La sfortuna si somma agli errori strategici mettendo ancora più in crisi le forniture energetiche europee.

 


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