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Guardie e ladri: la Cina valuta di partecipare alle scorte navali nel Golfo Persico… ed intanto contrabbanda petrolio.

 

 

 

La situazione nel Golfo Persico, ad alcuni giorni da una terza petroliera sequestrata dalle Guardia Rivoluzionarie Iraniane, è sempre tesa e quindi prosegue il tentativo degli USA di creare una forza internazionale per la scorta al traffico commerciale nell’area.

Gli Stati Uniti hanno contattato 60 paesi per creare questo gruppo di intervento mondiale. Alcuni hanno risposto di no, cioè la Germania, alcuni hanno risposto di Si, come il Regno Unito, alcuni ci stanno pensando come Francia, Italia, Australia e …Cina.

La Cina ha affermato che: “Stiamo studiando la proposta USA sugli accordi  per effettuare le scorte” , ma non è ben chiaro di come queste avverranno, anche perchè l’ambasciatore ha poi affermato che la Cina punta risolvere i conflitti per via diplomatica e senza l’uso della forza. Con delle navi nell’area Pechino potrebbe anche puntare ad avere un ruolo nella soluzione della questione per via diplomatica, e questo umilierebbe molto Trump.

Una cosa curiosa è che attualmente Pechino è ancora fra i maggiori acquirenti di petrolio iraniano. La produzione di Teheran è calata dai 2500000 barili del 2018 a 500000, ma questi sono speso diretti verso la Cina e Trump lo sa benissimo, anche perchè ha le foto satellitari.

 

La China National Petroleum Corp, attraverso la Bank of Kunlun, ha utilizzato una flotta di petroliere per importare il petrolio iraniano, e gli USA ne hanno le foto…

Quindi da un lato Pechino vuole scortare le petroliere nel Golfo, dall’altro importa il petrolio iraniano sottoposto a dazio, lasciandolo magari nei depositi doganali senza fargli passare la dogana, almeno in modo ufficiale. Una situazione, diciamo, imbarazzante.

 

 


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