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Gli USA schierano nuovi missili nelle Filippine: la deterrenza nel Mar Cinese Meridionale passa (anche) dalle infrastrutture
Gli Stati Uniti rafforzano l’asse con Manila: in arrivo nuovi sistemi missilistici Typhon e NMESIS e droni per arginare l’espansione di Pechino nel Mar Cinese Meridionale. Al via anche una grande rete ferroviaria strategica.

L’asse tra Washington e Manila si rafforza, ma a Pechino la notizia non sarà certamente accolta con entusiasmo. Gli Stati Uniti e le Filippine hanno annunciato congiuntamente l’intenzione di incrementare lo schieramento di sistemi missilistici all’avanguardia e di veicoli senza pilota sul territorio filippino. Un messaggio non proprio sottile indirizzato alla Cina, volto a contenere la sua assertività nel sempre più “caldo” Mar Cinese Meridionale.
La decisione emerge dal vertice dei funzionari di alto livello tenutosi a Manila il 16 febbraio 2026. Entrambi i Paesi hanno condannato le attività cinesi, definite “illegali, coercitive e ingannevoli”, che minacciano la libertà di navigazione in una delle rotte commerciali più importanti del globo. Ma la diplomazia, come spesso accade, cammina sulle gambe degli armamenti tecnici e dei grandi investimenti statali.
Quali sistemi missilistici sono in gioco?
Per comprendere la portata strategica dell’operazione, occorre guardare agli strumenti tecnici già schierati e a quelli in arrivo. L’ambasciatore filippino a Washington, Jose Manuel Romualdez, ha confermato che si sta discutendo lo schieramento di versioni “aggiornate” di lanciatori statunitensi, con la prospettiva per Manila di poterne acquistare di propri in futuro. Questo incrementerebbe notevolmente le capacità offensive e difensiva dell’archipelago.
Al momento, il dispositivo di deterrenza americano si basa su due pilastri principali, già operativi sul suolo filippino:
| Sistema d’arma | Tipologia e funzione | Armamento | Raggio d’azione / Posizione | Anno di arrivo |
| Typhon (Mid-Range Capability) | Sistema missilistico terrestre a medio raggio. | Missili multiuso: Standard Missile-6 (SM-6) e missili da crociera Tomahawk. | Oltre 1.600 km. Capace di colpire ampie porzioni della Cina continentale. Posizionato a Luzon. | Aprile 2024 |
| NMESIS | Sistema anti-nave per interdizione marittima spedizionaria. | Missili anti-nave (Naval Strike Missile). | Difesa costiera e controllo degli stretti. Posizionato nelle isole Batanes (vicino a Taiwan e al Canale di Bashi). | Aprile 2025 |
L’esercito americano sta approfittando delle esercitazioni congiunte per addestrare le forze filippine all’uso di questi sofisticati apparati. Come sottolineato da Romualdez, si tratta di una “pura deterrenza”: ogni dimostrazione di forza da parte cinese non fa altro che accelerare la militarizzazione dell’area.
L’infrastruttura come leva geopolitica
Non ci sono solo i missili. Nel corso del 2026, Manila ospiterà il primo forum del “Luzon Economic Corridor“, un’iniziativa lanciata nel 2024 sotto l’amministrazione Biden e che comprende USA , Filippine e Giappone, per lo sviluppo della cooperazione e degli investimenti nell’area. In occasione della presentazione dell’iniziativa è stata annunciata un’importante investimento:
- Il progetto di punta: la costruzione di una ferrovia merci per collegare due ex basi militari statunitensi sull’isola di Luzon.
- L’impatto: oltre a servire evidenti scopi logistico-militari, la spesa pubblica per questa grande infrastruttura fungerà da volano per l’attrazione di nuovi investimenti privati e per la modernizzazione economica dell’area.
Insomma, mentre si alza il muro difensivo contro Pechino, si mettono in cantiere grandi opere infrastrutturali. Un classico esempio di come la spesa per la sicurezza nazionale possa trasformarsi in stimolo per l’economia reale.








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