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Gilet Gialli Actto VII. Cosa c’è da aspettarsi? (attenti agli agenti provocatori)

 

I Gilet Gialli non hanno ancora sotterrato l’ascia di guerra. Le promesse di Macron del dici dicembre sembrano non averli calmati, anche perchè parziali e lontan dall’essere state completamente confermate. Anche il tavolo di discussione sulla RIC, cioè sul referendum di iniziativa popolare, è ancora di là da venire e molti esponenti del LREM, il partito presidenziale, hanno parlato di discussione, si, ma “All’interno del programma di governo”, il che sembra, francamente, una presa in giro.

Questa settimana i Gile Gialli sono penetrati anche nella residenza presidenziale del Fort de Bregançon per una protesta simbolica, mentre sui media transalpini, che per faziosità e sudditanza ai poteri forti non hanno nulla da invidiare ai nostri, vengono letteralmente additati come la causa della crisi economica e de “L’assassinio del Natale”, con una faccia di bronzo a livello storico.

C’è più mistr su come saranno le manifestazioni queto weekend. Da un lato c’è il periodo natalizio, dall’altro i fermi preventivi che la Polizia ha fatto nel corso della settimana, tra cui almeno tre persone che hanno inscenato la decapitazione di Macron. Quindi le comunicazioni sono state molto più controllate e riservate. Molte rotonde “Classiche” sono state sgomberate, ma la polizia non può pensare di controllare e presidiare tutte le rotonde di Francia. A Bordeaux, luogo di scontri nelle due settimane precedenti, l’attenzione è salita e lo stesso in diverse altre città della Francia più profonda.

Un pericolo sono gli agenti provocatori, che non sono uno scherzo: come narrato dal Figarò un gendarme della squadra mobile di Maisons-Alfort (Marne) è tato arrestato alla stazione di Parigi dai Doganieri, per possesso di materiale esplosivo non autorizzato. L’uomo è stato controllato nel corso della normale vigilanze dei luoghi a rischio e quando ha tentato di fuggire è stato inseguito ed arrestato, fornendo la duplice sorpresa del materiale esplosivo e della sua qualifica. Abbiamo già visto i “Motociclisti bombaroli” in azione per cui c’è da aspettarsi di tutto.

Mentre ci si prepara all’Acte VII, riscoppia l’affare Benallà che mette in ulteriore imbarazzo l’Eliseo, dato che si è scoperto che l’ex agente della scorta di Macron è in possesso di ben due passaporti diplomatici francesi. A quale titoli, e per quali funzioni pubbliche, rimane un mistero.

 


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