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Germania, l’addio a un gigante settoriale: Mayer & Cie. chiude dopo 120 anni. Il simbolo di una crisi strutturale

Germania sotto shock: chiude Mayer & Cie. dopo 120 anni. I dipendenti beffati dopo anni di sacrifici. Addio al leader mondiale delle macchine tessili: fallita la ricerca di investitori. I lavoratori, che avevano accettato tagli allo stipendio per salvare l’azienda, ora si ritrovano con disoccupazione ridotta. È il simbolo della crisi industriale tedesca del 2026.

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Certe storie spiegano la profonda crisi dell’industria tedesca molto meglio di tante statistiche. Quando a cadere non è una start-up avventata, ma un leader mondiale con oltre un secolo di storia alle spalle, il rumore del crollo si sente ben oltre i confini del Baden-Württemberg. La chiusura definitiva della Mayer & Cie., storico produttore di macchine per maglieria, è arrivata come un “pugno nello stomaco” per un’intera comunità e, più in generale, per il mito della solidità manifatturiera teutonica.

Siamo ad Albstadt, nel distretto di Zollernalb. Qui, l’anno di crisi 2025 ha lasciato cicatrici profonde, culminate in una notizia che nessuno avrebbe voluto leggere: l’azienda fondata nel 1905 non ce l’ha fatta. Nonostante la procedura di insolvenza avviata a settembre, la ricerca di un “cavaliere bianco”, un investitore internazionale capace di rilanciare il marchio, si è rivelata infruttuosa. Nessuno vuole investire nella meccanica tedesca, per quanto prestigiosa. . Lo studio legale Grub Brugger ha dovuto alzare bandiera bianca: a febbraio 2026 i cancelli si chiuderanno per sempre.

Un sacrificio inutile?

L’aspetto più amaro di questa vicenda non è solo la perdita di know-how industriale, ma il dramma umano che si consuma dietro le quinte. Per anni, in una logica di coesione sociale tipica del Mittelstand tedesco, i lavoratori hanno tentato di salvare la baracca. Non parliamo di piccoli aggiustamenti, ma di rinunce pesanti che ora, col senno di poi, suonano come una beffa crudele.

Ecco cosa hanno sacrificato i dipendenti nel vano tentativo di stabilizzare i conti:

  • Rinuncia sistematica alle gratifiche natalizie;

  • Taglio dei giorni di ferie;

  • Quattro ore di lavoro straordinario a settimana senza retribuzione.

“Ironia della sorte”, commenta Elke Rapthel del sindacato Ver.di, “ora riceveranno un’indennità di disoccupazione ancora più bassa”, calcolata su buste paga già decurtate dai sacrifici. Ormai la produzione industriale in Germania ha, ogni giorno che passa, meno senso.

La sede della Mayer Cie

I numeri della caduta

Per capire la dimensione della perdita, basta osservare la scheda tecnica di quella che fu una gloria locale, e non solo

Dati AziendaliDettaglio
NomeMayer Verwaltungs-GmbH
Fondazione8 luglio 1905
SedeAlbstadt, Baden-Württemberg
SettoreIndustria meccanica (macchine per maglieria)
Dipendenti colpitiCirca 270
Stato attualeChiusura definitiva entro feb. 2026

L’azienda costruiva macchinari per maglieria ricolare, il primo modello disegnato internamente realizzato negli anni trenta del secolo scorso. Nel 1968 venne venduta la 100.000 macchina. Tutta questa gloria ora è solo un ricordo.

“Era come una famiglia”

La reazione del sindaco di Albstadt, Roland Tralmer (CDU), riassume bene il clima: “Con questa azienda muore un pezzo della nostra casa”. Non è retorica politica. Suo padre aveva fatto l’apprendistato proprio lì. In città, dove si piange ancora per una recente tragedia locale, la fine della Mayer & Cie. si somma a un lutto collettivo.

Un dipendente, intervistato dalla Bild dopo 17 anni di servizio, ha raccontato di come la responsabile delle Risorse Umane sia scoppiata in lacrime al momento dei saluti. “Era più di un datore di lavoro, era come una famiglia”. Purtroppo, nel mercato globale del 2026, i legami familiari non bastano a compensare i bilanci in rosso e una domanda asfittica. La crisi industriale tedesca attuale, che colpisce soprattutto aziende storiche di medie dimensioni, la fondazione della potenza economica tedesca, sono

Il contesto macroeconomico

Il sindaco ha ammesso che il comune non prevedeva grandi entrate fiscali dall’azienda, segno che la crisi mordeva da tempo, ben prima dell’insolvenza. Tuttavia, l’impatto sull’indotto e sul tessuto sociale sarà pesante. E non è un caso isolato: solo poche settimane prima, un’altra realtà storica con 165 anni di vita ha subito una sorte simile.

La Germania, un tempo locomotiva d’Europa, sembra essersi fermata su un binario morto, incapace di attrarre capitali e di proteggere i suoi gioielli. Se cadono i leader mondiali di nicchia, quei “campioni nascosti” che hanno fatto la fortuna dell’export tedesco, forse è arrivato il momento di porsi domande serie sulla politica industriale di Berlino, che pare aver dimenticato come si sostiene la domanda interna e la produzione reale.


Domande e risposte

Perché un’azienda leader mondiale come Mayer & Cie. è fallita?

Nonostante la posizione di leadership nel settore delle macchine per maglieria, l’azienda non ha retto all’anno di crisi 2025. La causa immediata è stata l’incapacità di trovare investitori internazionali disposti a immettere liquidità durante la procedura di insolvenza. Tuttavia, il sindaco ha accennato a una mancanza di entrate fiscali previste già da tempo, suggerendo che le difficoltà finanziarie fossero strutturali e non improvvise, inserendosi in un contesto di deindustrializzazione più ampio che sta colpendo il Baden-Württemberg e la Germania intera.

Quali conseguenze subiranno i dipendenti licenziati?

I circa 270 dipendenti si trovano in una situazione paradossale e drammatica. Oltre alla perdita del lavoro, subiranno un danno economico beffardo: avendo accettato negli ultimi anni tagli salariali e rinunciato a bonus per tentare di salvare l’azienda, la loro indennità di disoccupazione sarà calcolata su questi stipendi ridotti. Hanno lavorato ore extra gratis e rinunciato alle ferie, un sacrificio che purtroppo non è servito a evitare la chiusura definitiva prevista per febbraio 2026.

Questo fallimento è un caso isolato in Germania?

Purtroppo no. Il testo evidenzia come questo evento sia sintomatico di una crisi più vasta che sta colpendo l’industria tedesca nel 2025 e 2026. Si citano “diverse grandi aziende” costrette all’insolvenza e si fa riferimento specifico a un’altra realtà storica con 165 anni di attività liquidata poche settimane prima. È il segnale che il modello dei “campioni nascosti” tedeschi sta scricchiolando sotto il peso di costi energetici, calo della domanda e mancanza di investimenti, colpendo duramente regioni storicamente ricche come il Baden-Württemberg.

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