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Germania: gas a qualsiasi costo, anche di terremoti. La contraddizione tedesca dell’energia verde

La Germania ha chiesto più gas a tutti i suoi fornitori, anche per far fronte alle minori forniture russe che la stanno piegando. Per questo motivo i Paesi Bassi, per vincoli politici e contrattuali,  dovranno aumentare la produzione del loro giacimento di Groningen, nonostante il rischio che un tale aumento possa causare terremoti nel nord del Paese.

Tutto questo sta causando grossi problemi al governo de L’Aja, che si è impegnato a terminare la produzione quest’anno in quello che era stato il più grande giacimento di gas d’Europa, anche perchè perché anni di estrazione erano legati a eventi sismici.

La dismissione graduale era già in corso, ma nel frattempo altri 1,1 miliardi di metri cubi di gas andranno alla Germania se il governo approverà l’aumento della produzione come previsto entro il 1 aprile. “Il ministero ha davvero le mani legate. Non dipende da noi”, ha affermato Jules van de Ven, portavoce del ministero olandese dell’Economia. “Non possiamo semplicemente tagliare i proverbiali tubi”.

Gasterra, la società partecipata che gestisce il giacimento e fornitrice del gas naturale di Groningen, si trova vincolata da un contratto rigido e che non le lascia spazio. Non ha alternative, se non aumentare la produzione, qualsiasi siano le conseguenze. Anche la Germania non ha scelta, ora che gli arrivi da est sono al minimo, se non ancora meno.

Questo però genera due grossi problemI.

  • il gas olandese, detto L-gas,  ha una composizione diversa da quello russo e del Mare del Nord. Deve essere gestito separatamente, in condotte diverse;
  • l’estrazione, come abbiam detto, genera dei forti movimenti sismici che il governo olandese deve rimborsare, con pagamenti che sono almeno di 10 mila euro a richiesta, sull’unghia, senza neppure una vera e propria indagine.

L Gas doveva essere dismesso anche per un calo di consumi per la maggiore efficienza energetica tedesca, ma questa non sta dando risultati, confermando che il risparmio non genera gas. Nel frattempo la Germania ha deciso di chiudere le proprie centrali nucleari , venendo quindi a dipendere ancora più dal gas la cui estrazione viene però a causare danni ad altri. Un atteggiamento neocoloniale che però è perfettamente in linea con l’attuale politica europea.

 


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