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Germania “dura”: la ministra verde vuole mandare 1,1 miliardi di armi in Ucraina e tagliare gli acquisti di petrolio russo

I “verdi tedeschi” sanno fare i duri, soprattutto quando la pelle non è la loro. Il ministro degli esteri tedesco Annalena Baerbeck, ex segretaria dei Verdi tedeschi, ha annunciato che la UE (quindi anche noi…) aumenterà il proprio invio di armi in Ucraina, portandolo a 1,1 miliardo di Euro in valore complessivo. Inoltre nella stessa intervista concessa alla Zeit ha affermato che si assicurerà che le aziende tedesche del settore lavorino a pieno ritmo e diano a precedenza alle forniture per Kiev. Siamo sicuri che Albert Speer potrebbe essere quasi orgoglioso dei suoi sforzi.

La posizione annunciata dal ministro tedesco è però ancora più dura. Nell’incontro oggi con i ministri degli esteri della UE ha affermato seccamente : “Non possiamo stancarci di imporre sanzioni (…) È inevitabile iniziare a parlare di petrolio” di fronte a quanto sta succedendo in Ucraina. La sua posizione quindi è quella di iniziare a tagliare l’import energetico, partendo da quello, in teoria, più facilmente sostituibile, cioè il petrolio. Nei giorni scorsi altri primi ministri, come l’olandese Mark Rutte, erano stati più cauti, affermando che il suo paese non avrebbe potuto rinunciare né al petrolio né al gas russi, pena pensanti ripercussioni sul benessere della popolazione. Tra l’alto la patria della Barbeck è il paese che maggiormente ha imposto la dipendenza dal gas russo, tagliando ogni possibilità, o quasi, di fornitura alternativa.

Quello che sfugge a molti è che, agli occhi di un Vede tedesco, vale il tanto peggio, tanto meglio: secondo loro il taglio secco e immediato delle forniture energetiche russe non sarebbe che una spinta aggiuntiva, ed emergenziale, verso la “Transizione vede” che verrebbe realizzata nell’arco di mesi, invece che di anni. Una visione idilliaca che non tiene conto delle ricadute economiche e sociali devastanti di tale scelta. Quello che sfugge a chi non è a contatto con questo pensiero è che per un Verde nordico la qualità della vita di un cittadino europeo vale meno dei quella dello scoiattolo rosso dei Vosgi, per dire, anzi la “Durezza ella vita” fortifica i corpi e tempra gli animi. Quindi loro sono ponti a far soffrire, agli altri, noi per primi, queste durezze. Il bello è che un parlamento infingardo come l’attuale le accetterà senza colpo ferire.

 

 


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