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Germania al gelo e scorte di gas in picchiata: siamo davvero al sicuro? I dati reali

Germania al freddo: le scorte di gas crollano al 53%, ben sotto la media storica. L’Agenzia delle Reti rassicura, ma i dati preoccupano. Basteranno le riserve fino a febbraio?

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La Germania trema, e non è solo colpa del “Generale Inverno”. Mentre Berlino è stretta nella morsa di un’ondata di freddo particolarmente rigida in questo inizio di 2026, i grafici relativi allo stoccaggio del gas naturale iniziano a disegnare curve che farebbero preoccupare chiunque, tranne, apparentemente, l’Agenzia Federale tedesca delle Reti.

I numeri della crisi (o del “normale consumo”?)

Secondo i dati più recenti, incrociati tra Bloomberg e la piattaforma europea AGSI+, la situazione è la seguente:

  • Livello attuale di riempimento: Siamo intorno al 51,80% – 53% (a seconda delle tempistiche di rilevazione delle varie fonti come NDR o AGSI+).
  • Il trend: Solo due settimane fa eravamo al 63,24%. Un crollo di quasi 5 punti percentuali in pochissimo tempo.
  • Il confronto storico: Qui iniziano le note dolenti. La media storica per questo periodo (anni 2017-2021) era del 74%. Siamo sotto di ben 21 punti percentuali rispetto alla “normalità” pre-crisi.

Ecco una tabella riassuntiva per comprendere la discrepanza:

DatoLivello di RiempimentoNote
Attuale (Gennaio 2026)~52-53%Minimo storico recente
Media Storica (Dic. 2017-21)74%Situazione di abbondanza
Obiettivo Legale (1 Feb)30%Soglia minima di sicurezza

“Va tutto bene”, dicono da Berlino

Come da copione, quando i numeri si fanno rossi, le istituzioni tendono al “tutto va ben, madama la marchesa”. Klaus Müller, presidente della Bundesnetzagentur (l’Agenzia Federale delle Reti), ha dichiarato al Rheinische Post che “non vi è alcun rischio di carenza immediata” e che la situazione è ben diversa dai tempi dell’invasione russa dell’Ucraina.

Vero, le rotte di importazione sono diversificate, ma la fisica ha le sue regole: se si consumano 850 TWh l’anno e gli stoccaggi ne tengono 250, e se il freddo continua a mordere, il margine di manovra si assottiglia. L’Agenzia definisce il rischio “basso”, eppure, con una certa incoerenza di fondo che non sfuggirà ai nostri lettori più attenti, invita contestualmente a un “consumo parsimonioso”. Se siamo al sicuro, perché razionare?

La corsa contro il tempo (e contro la legge)

C’è poi un aspetto burocratico che in Germania prendono molto seriamente. La legge sull’ordinanza dei livelli di riempimento impone delle soglie critiche:

  • Il target del 70% al 1° novembre è stato rispettato.
  • Il prossimo scoglio è il 1° febbraio: gli impianti devono essere almeno al 30% (40% per quelli bavaresi, strategici per il sud industriale).

Con il ritmo di prelievo attuale, causato da temperature rigide e da un’industria che cerca disperatamente di non fermare i macchinari, arrivare a quella data con margini ampi non è scontato. La Germania sta bruciando le riserve per tenere accesi i motori e i termosifoni, dimostrando ancora una volta come la transizione energetica, senza una solida base di programmazione e stoccaggio, resti un esercizio di equilibrismo.

Nel frattempòo il maltemo ha ridotto al minimo la produzione solare, mentre una tempesta artica rischia di obbligare allo stop gli impianti eolici. In queste condizioni il gas resta essenziale per la Germania.

In conclusione, la sicurezza degli approvvigionamenti è garantita sulla carta, ma la realtà dei flussi fisici ci dice che il sistema è sotto stress. E quando la locomotiva d’Europa ha il serbatoio mezzo vuoto in pieno inverno, è lecito che anche i vicini inizino a controllare il termostato.


Domande e risposte

Perché le scorte di gas in Germania stanno scendendo così velocemente?

Il calo repentino è dovuto a una combinazione di fattori: un’ondata di freddo intenso che ha colpito la Germania a gennaio 2026, aumentando la domanda per il riscaldamento domestico, unita al fabbisogno costante del settore industriale. A differenza degli anni passati, le temperature rigide hanno costretto a prelievi massicci dagli stoccaggi, che non sono stati compensati da flussi di importazione sufficientemente rapidi per mantenere i livelli delle medie storiche.

Esiste un rischio reale che la Germania rimanga senza gas quest’inverno?

Ufficialmente, l’Agenzia Federale delle Reti considera il rischio di una carenza fisica di gas come “basso”. Le infrastrutture di importazione sono state diversificate rispetto al passato (più GNL, meno dipendenza da singoli fornitori). Tuttavia, il livello di riempimento molto inferiore alla media storica (53% contro il 74% abituale) riduce il margine di errore. Se l’ondata di freddo dovesse prolungarsi eccezionalmente, potrebbero essere necessarie misure di contenimento dei consumi.

Quali sono gli obblighi legali per lo stoccaggio del gas in Germania?

La legge tedesca impone livelli minimi di riempimento in date specifiche per garantire la sicurezza energetica. Dopo aver rispettato l’obbligo del 70% al 1° novembre, il prossimo traguardo legale è il 1° febbraio, data entro la quale gli stoccaggi nazionali devono essere pieni almeno al 30%. Per alcuni impianti critici in Baviera, la soglia è più alta, fissata al 40%. Questi vincoli servono a evitare che si arrivi a fine inverno con i serbatoi completamente vuoti.

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