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Gas da Oriente: ovvero come voi pagherete, di tasca vostra, la guerra

 

Questa mattina abbiamo pubblicato un a notizia di Reuters secondo la quale gli USA hanno contattato le grandi società energetiche occidentali per valutare l’impatto del taglio completo delle forniture di gas russo all’Europa occidentale. Le risposte non sono state positive: nessuno può sostituire di colpo un terzo del gas europeo importato ora dalla Russia.

La Russia non ha neppure bisogno di fare particolari dichiarazioni per mettere in difficoltà Germania e alleati occidentali. Putin, come Giulio Cesare, potrebbe dire “Tanto mi è difficile fare delle minacce, tanto mi è facile metterle in pratica”, anzi, non ha neppure bisogno di parlare. Due fatti conclusivi in atto:

  • Il gasdotto Yamal, che dovrebbe condurre il gas russo in Germania attraverso la Polonia, sta prelevando invece gas dai depositi tedeschi per portarlo in Polonia. Non arriva un soffio di gas da Mosca da ben 26 giorni…
  • Il gasdotto che conduce il gas a Riga, in Lettonia, dal Valdai, casualmente chiuderà la prossima settimana per “Lavori di manutenzione”.

Per Gasprom non è neppure necessario scrivere, discutere, fare comunicazioni: semplicemente chiude il gas, o, casualmente, si trova nella situazione di dover fare delle manutenzioni programmate  ad how. Del resto una delle sottolineature russe nei confronti della Germania è relativa al rifiuto di usare un impianto nuovo di zecca, e carico di gas , come Nord Stream 2, per continuare a utilizzare degli impianti che i russi ritengono “Vecchi” come Yamal e gli altri impianti che passano per l’Ucraina.

Comunque ci si inizia a rendere conto che senza gas russo si pagherà un forte prezzo economico, e questo si riflette sul prezzo future del gas naturale sul mercato olandese (Dutch Natgas TTF)

 

Dopo una forte riduzione dei prezzi, collegata alla notizia prima, e all’arrivo poi, del gas naturale tramite navi cisterna, dagli USA in Europa, ora siamo tornati a vedere i prezzi in crescita. Gli USa, o i paesi del Medio Oriente non possono sostituire il gas russo al 100%, se non altro perché mancano i rigassificatori sufficienti. Nessuno ha mai pensato che l’Europa occidentale dovesse dipendere la gas liquidito.  Si può pensare di aumentare la produzione di gas europeo, soprattutto in Italia e Est Europa, anche da Scisto (Polonia), ma non sono operazioni che si mettono in atto in una settimana e neppure in un mese.

Quindi  se il conflitto con la Russia si dovesse inasprire ulteriormente avremo sicuramente un caduto: l’industria e i consumatori europei. Senza gas, o con gas a prezzi esorbitanti, l’industria pesante e media si fermano. Per ridurre i consumi non ci sarà altro mezzo che aumentare i prezzi alle stelle.  Vogliono farci entrare in guerra con i fucili contro i carri armati economici, e la colpa risiede a Berlino, Bruxelles Washington. Purtroppo noi siamo su un treno che non possiamo comandare.

 

 


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