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FURBETTI PENTASTELLATI: FIORAMONTI SE NE VA PER FARE L’ENNESIMO GRUPPUSCOLO ANTISALVINIANO. La cultura festeggia…

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Il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti lascia la carica. Il politico pentastellato, filosofo prestato all’economia, autore su Opendemocracy (sito finanziato dalle fondazioni Ford e Rockfeller..) ha deciso che il suo apporto come ministro al governo deve finire, ma non il suo impegno politico.

Per la storia il Ministro rimarrà noto per le sue idee economiche,diciamo così, eccentriche, come quella di finanziare gli stipendi dei docenti conla tassa sulle merendine, poi trasformata in sugar tax, cosa che avrebbe esposto i professori ai gusti culinari degli studenti. Per non parlare delle sua amicizie, come quella con Jeffrey Sachs, il pro-abortista ultraliberista distruttore delle economie dell’Est post-comunismo, o Vandana Shiva, abbracciatrice di alberi indiana fatta entrare nel comitato scientifico del MIUR. Non dimentichiamo il suo record per essere riuscito a prendersi l’accusa di antisemitismo da parte del PD, per aver rifiutato di partecipare ad una conferenza a cui partecipava l’ambasciatore di Israele. Il grillino perfetto per essere giunto alla sua posizione in virtù di una serie di fattori che nulla hanno a che fare con la sua preparazione o con la sua attività didattica o scientifica. Oggi lascia il proprio posto al MIUR, compiendo con questo gesto l’atto più significativo a favore della Cultura e dell’Università.

La scusa, realistica, è quella del mancato aumento dei fondi destinati all’Istruzione. In un governo che toglie i soldi per la lotta alla Xylella per assegnarli all’amico del ministro renziano non si poteva attende nulla di buono, e se Fioramonti si aspettava un cambio di registro era uno sciocco. In realtà la sua finalità è diversa: come spiega nelle sue parole non ci si è differenziati sufficientemente da Salvini durante il governo gialloverde, per cui il suo futuro sarà alla guida di un gruppuscolo anti-salviniano pentastellato. L’ennesima sardina che blatererà i soliti triti slogan globalisti con tro i cattivo Salvini, la malvagia Meloni, e si accoderà ai vari pseudo partitini di sinistra. Tempo qualche mese scomparirà dalla scena politica, lasciando un divertente ricordo di stramberie che resterà negli anni.

 


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