Analisi e studiEconomiaFrancia
Francia sull’orlo di una crisi di nervi: la fiducia delle famiglie crolla ai minimi da 13 anni prima ancora degli scontri. Una trappola per il governo Lecornu
Il morale delle famiglie francesi crolla ai minimi da tredici anni prima ancora di contare l’effetto dei saccheggi del 17 ottobre. Tra inflazione, paura della disoccupazione e consumi bloccati, per il governo Lecornu approvare la legge di bilancio sarà un percorso a ostacoli.

La Francia sta attraversando una crisi economica e sociale di rara gravità. Ad ottobre 2026 l’indice di fiducia delle famiglie francesi, calcolato dall‘istituto nazionale di statistica (Insee), è letteralmente precipitato, perdendo 5 punti in un solo mese e fermandosi a quota 80. Si tratta del livello più basso da giugno 2013, molto lontano dalla media storica fissata a 100.
Questo dato già allarmante nasconde però un dettaglio ancora più inquietante. I sondaggi sono stati effettuati tra il 22 settembre e il 19 ottobre, quindi in gran parte prima della giornata di caos, violenze e saccheggi del 17 ottobre, scoppiati durante le manifestazioni contro il carovita.
Se il morale dei cittadini era già a terra prima della guerriglia urbana, è facile immaginare quale sia il clima reale nel Paese in questo momento. La vita quotidiana dei francesi era già troppo complessa prima; figuriamoci ora.
Ecco comunque il grafico relativo , su orizzonte triennale, a questo indicatore da Tradingeconomics:
Il crollo verticale di tutti gli indicatori
Le famiglie sono schiacciate dai prezzi dei carburanti sempre altissimi e dal ritorno dell’inflazione, il tutto mentre i rendimenti dei titoli di Stato francesi salgono e regna l’incertezza politica sui conti pubblici. La sensazione di impoverimento è ormai generale.
La valutazione sul tenore di vita passato in Francia è scesa a -85 punti, toccando il record assoluto di pessimismo da quando esiste questa rilevazione, ovvero dall’ottobre 1972. I francesi vedono il proprio potere d’acquisto sciogliersi e guardano al futuro con estrema cupezza, tanto che l’indice sulla situazione finanziaria personale futura ha perso ben 9 punti in trenta giorni.
Ecco il quadro del brusco peggioramento registrato tra settembre e ottobre 2026:
| Indicatore Insee | Settembre 2026 | Ottobre 2026 | Variazione |
| Indice sintetico di fiducia | 85 | 80 | -5 punti (minimo dal 2013) |
| Situazione finanziaria futura | -15 | -24 | -9 punti (crollo verticale) |
| Situazione finanziaria passata | -26 | -32 | -6 punti |
| Tenore di vita passato in Francia | -82 | -85 | -3 punti (minimo storico dal 1972) |
| Opportunità di fare acquisti importanti | -37 | -41 | -4 punti |
| Timori sulla disoccupazione | 56 | 61 | +5 punti (forte aumento della paura) |
Consumi paralizzati e il vicolo cieco della legge di bilancio
Dal punto di vista economico, questi numeri annunciano una brusca frenata dell’attività reale. Quando i cittadini temono di perdere il lavoro (l’indice sulla disoccupazione sale a 61) e vedono ridursi la propria capacità di risparmio futura (scesa da 15 a 12), la reazione immediata è bloccare le spese. Non a caso, la propensione a effettuare acquisti importanti è scesa a -41. Un disastro per i consumi, soprattutto di beni durevoli.
Senza consumi interni, però, la crescita si ferma e con essa crollano le entrate fiscali dello Stato, a partire dall’Iva. È esattamente il contrario di ciò che servirebbe a Parigi, già minacciata da una crisi finanziaria legata al deficit fuori controllo.
In questo scenario esplosivo, per il governo guidato da Sébastien Lecornu far approvare la prossima legge di bilancio sarà un’impresa titanica. Imporre misure di austerità, tagli e sacrifici fiscali a una popolazione già esasperata e pessimista significa rischiare il blocco totale dell’economia, oltre a gettare nuova benzina sul fuoco delle proteste di piazza.








You must be logged in to post a comment Login