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FRA’ ZINGARETTI DA VELLETRI (PD) E LA PRIMA CROCIATA (DEGLI INNOCENTI)

Intorno alla metà del 2018, i Barbari  Gialloverdi avevano tolto la penisola italica al controllo del  PD

ed erano avanzati fino al 60% di consenso popolare:

I tiranni che avevano preceduto i Barbari, veri oppressori del popolo, al soldo dell’invasore straniero e fedeli ai mercati finanziari globali, erano a rischio estinzione:

L’Occidente a guida franco-alemanna, in preda al panico da elezioni europee oramai prossime, cercava nuovi leader da contrapporre allo strapotere populista ma tranne del buon Baccalà da scongelare (Uolter Veltroni), non si prospettava nessun nuovo potenziale coraggioso leader.

Fu allora che, nella direzione molto più ampia di una riconquista degli spazi storicamente appartenenti alla sinistra, in un discorso tenuto al Concilio di Capalbio, CarCarlo PierCalenda

invitò il popolo, Franco-Alemanno, dei sinistri ad intervenire in difesa dei Povery (nel corso di una bellizzimizzima apericena a base di ostriche e champagne):

Nel celebre discorso ai Capalbiesi, il principe dei CarCarli sottolineò la necessità di una crociata contro i Populismi che avanzavano verso la conquista di Fiandre e Vallonia.

Sarebbe dovuta essere una vera e propria guerra santa, quella che i soldatini fedeli ai CarCarli, mobilitati dal suo Principe; avrebbero dovuto fare. Mentre Madonna Morani sottolineava anche gli aspetti sociali e politici dell’impresa, per la quale avrebbero dovuto coinvolgere tutte le forze che ribollivano in Europa, inclusi Mounsier Mac(a)rom d’Amiens e i suoi repubblichini

un bravo giovine, valente condottiero già avvezzo alla pugna, ritenne opportuno non coinvolgere i fratelli di baguette e partire da solo per la crociata:

Fu così che Fra’ Zingaretti da Velletri, col suo gruppo di miserabili e cavalieri, si mise in marcia per riconquistare la penisola.

Trattavasi della famosa Crociata degli “innocenti”, ossia composta di brave persone ma incapaci di capire il perchè la loro fazione politica fosse stata abbandonata dal popolo. Essa era capeggiata dal predicatore Fra Zingy l’Eremita (sino ad allora eremita confinato nel suo Lazio), le sue armi? La grande capacità oratoria retorica:

e coinvolse migliaia di pensionati e volontari (comprese donne e bambini). Ovviamente, essi furono sterminati dai Barbari, vennero asfaltati alla prima tornata elettorale e non si risollevarono più.

La prima vera crociata fu possibile solamente dopo 50 anni, quando oramai le nuove generazioni si erano completamente dimenticate delle innumerevoli malefatte compiute dai sinistri:

Ad maiora.

 


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