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Forti tensioni in Medio Oriente: Iraq vuole espropriare i contratti petrolio e gas dei curdi, che ci sarebbero utilissimi!

 

Le tensioni tra Baghdad e i funzionari curdi del governo regionale semi-autonomo del Kurdistan, nell’Iraq settentrionale stanno aumentando, mentre il Ministero del Petrolio iracheno si prepara ad assumere il controllo del settore petrolifero curdo, compresi i contratti già conclusi e operativi con le compagnie straniere.

Sabato il Ministero del Petrolio iracheno ha annunciato l’intenzione di creare una nuova società petrolifera nazionale nella regione del Kurdistan, secondo quanto riportato dalla Reuters, spingendo i funzionari curdi a chiedere lunedì a Baghdad di astenersi da qualsiasi “decisione unilaterale”, come ha dichiarato un portavoce del KRG, il governo regionale curdo,  a S&P Global Commodity Insights in un’intervista esclusiva.

Baghdad ed Erbil, nella regione del Kurdistan, litigano da anni sulle vendite di petrolio del Kurdistan, ma la situazione si è notevolmente aggravata a febbraio, quando un tribunale federale iracheno ha dichiarato il settore del petrolio e del gas del Kurdistan “incostituzionale” da un punto di vista legale.

Secondo la Reuters, alle aziende petrolifere internazionali che operano nella regione del Kurdistan con contratti con il KRG è stato chiesto di firmare nuovi contratti con la compagnia petrolifera statale irachena, la SOMO. La mancata ottemperanza comporterà azioni legali contro le aziende.

Questo ha scoraggiato ovviamente molte aziende petrolifere: a fine aprile, Exxon si è ritirata dalla regione del Kurdistan iracheno, abbandonando la sua ultima licenza nel blocco di gas di Pirmam dopo essere entrata nella regione nel 2011, scatenando le ire di Baghdad quando ha firmato un contratto indipendente con il KRG.

Anche Chevron, Genel Energy e Gulf Keystone hanno contratti nella regione del Kurdistan iracheno. L’anno scorso, Chevron ha avviato la produzione del pozzo Sarta-2 nella regione, in collaborazione con Genel.

Secondo le stime del Ministero delle Risorse Naturali del Kurdistan, la regione semi-autonoma possiede circa 45 miliardi di barili di riserve di petrolio recuperabili e 700 miliardi di metri cubi di riserve di gas accertate.

Questa contesa interessa direttamente l’Europa: infatti i funzionari di Erbil si esprimono pubblicamente sul potenziale della regione di esportare gas naturale in Europa sulla scia dell’invasione russa dell’Ucraina. La connessione, da effettuarsi attraverso i gasdotti turchi, sarebbe una delle soluzioni tecnicamente più semplici. Politica permettendo…

 

 


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