AutomotiveEconomiaUSA
Ford da record (negativo) negli USA: richiamati quasi tutti i modelli dal 2020. L’ombra sulla qualità produttiva
Ford stabilisce il record storico di richiami tra il 2020 e il 2026, coinvolgendo quasi tutti i suoi modelli. Un’analisi sulle evidenti criticità della qualità produttiva americana, mascherate da “strategia preventiva”.

Negli ultimi anni, Ford si è trovata a navigare in acque decisamente agitate. Tra il 2020 e il 2026, la casa automobilistica americana ha visto una vera e propria valanga di richiami che ha travolto quasi ogni modello della sua gamma. Un fenomeno di proporzioni storiche che solleva interrogativi pesanti sulla reale efficienza e sulla qualità produttiva degli stabilimenti dell’Ovale Blu.
Curiosamente, l’unico modello a salvarsi in questa ecatombe tecnica è la Ford GT. Si tratta di una sportiva a due posti a motore centrale, fuori produzione dal 2022, concepita come omaggio alla gloriosa GT40 che dominò Le Mans negli anni Sessanta. E dire che persino le due generazioni di questa supercar hanno registrato qualche lieve anomalia (potenziali difetti agli airbag la prima, possibili noie idrauliche la seconda) , ma nulla di paragonabile a quanto accaduto al resto della flotta commerciale e passeggeri.
I numeri di un collasso qualitativo
Nel 2025, Ford ha stabilito un primato di cui è difficile andare fieri: oltre 150 richiami emessi da un singolo costruttore in un solo anno. Per dare un’idea della proporzione, il record precedente apparteneva a General Motors, che nel lontano 2014 si fermò a quota 77. Ford ha praticamente doppiato questo triste traguardo.
Da Detroit cercano di indorare la pillola. L’azienda ha giustificato questa impennata definendola il risultato di una “strategia intensiva”, volta a individuare e risolvere proattivamente i problemi hardware e software prima che emergano incidenti gravi. Hanno persino dichiarato di aver raddoppiato gli esperti di sicurezza e i test di rottura sui sistemi critici. Una narrazione aziendale rassicurante , ma che non può nascondere una realtà industriale evidente: se devi richiamare decine di milioni di veicoli in sei anni, il problema non è la tua solerzia nel cercare i guasti, ma la qualità di base di ciò che esce dalle tue linee di montaggio.
Una gamma intera sotto revisione
In sei anni sono stati colpiti ben 16 modelli, coprendo ogni segmento di mercato. Quando la produzione industriale perde di vista la qualità intrinseca del bene per inseguire volumi o riduzioni di costo sui fornitori, il risultato è una massiccia inefficienza sistemica.
Ecco un quadro riassuntivo delle problematiche riscontrate:
| Segmento | Modelli Coinvolti | Principali Difetti Riscontrati |
| SUV e Crossover | Escape, Bronco, Bronco Sport, Explorer, Expedition, Edge, Mustang Mach-E | Telecamere posteriori difettose, iniettori di carburante incrinati (rischio incendio), guasti software ai freni, fallimento serrature elettroniche. |
| Pick-up e Truck | Maverick, Ranger, F-150, F-150 Lightning, Super Duty | Guasti elettrici invalidanti per luci di stop del rimorchio e indicatori di direzione, malfunzionamenti alla frenata durante il traino. |
| Berline/Coupé | Mustang (dal 2020 in poi) | Malfunzionamento delle telecamere di retromarcia. |
| Furgoni Commerciali | Transit, E-Transit, Transit Connect | Problemi all’impianto frenante, al traino, ai sistemi elettrici e alla visibilità. |
Tutti questi difetti sono l’esempio di una mediocre integrazione fra i vari componenti e di uno scarso controllo post produzione. La complessità dell’istallazione delle telecamere e di una componentistica elettrica sempre più invedente sembra essere una delle cause principali dei problemi.
Questi numeri indicano una chiara criticità nella catena del valore e nei processi di controllo qualità. Nel lungo periodo, un’industria automobilistica sana necessita di prodotti durevoli e affidabili per sostenere la domanda aggregata. Continuare a immettere sul mercato veicoli che richiedono costanti interventi di ripristino rappresenta non solo un enorme spreco di capitale per l’azienda , ma anche un disservizio cronico per il consumatore.








You must be logged in to post a comment Login