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FONDO ATLANTE VERSO LA LIQUIDAZIONE. UN FALLIMENTO ALL’ITALIANA

 

La notizia di ieri è clamorosa, e sena il completo fallimento delle strategie della Banca d’Italia. Il Fondo Atlante va il liquidazione.

La Questio SGR di Penati ha deciso di porre il fondo Atlante in liquidazione, dopo averne svalutato le quote dell’80%, riducendone il valore complessivo a 78 mila euro. Fondo Atlante aveva investito 3,5 miliardi nelle banche venete.

Perchè nasce fondo Atlante ? Il disegno diretto da Banca ‘Italia per la soluzione del problema di BPVI e di VB, era il seguente:  si spossessano i risparmiatori con un aumento di capitale a condizioni assurde, quindi Fondo Atlante guida le due banche, rapidamente, in borsa e li diluire le perdite sui soliti azionisti che avrebbero comprato le azioni sul mercato. Lo schema era il classico di moltissime quotazioni italiane in borsa, dove non si va, se non raramente, per condividere gli utili, ma per distribuire le perdite.

Perchè questo disegno è fallito ? Semplice:

a) Quaestio non è stata all’altezza della situazione, a partire da Stefano Penati, che non ha fatto alcuna analisi della situazione delle banche prima di entrarvi, come per il restante CdA che ha impiegato mesi per avere un quadro preciso;

b) la Situazione delle banche era troppo compromessa, e risulta francamente stupefacente che gli organi di controllo non fossero stati in grado di segnalare a questo “Cavaliere bianco” le criticità degli istituti. Tutto questo dovrebbe far sorgere dei seri dubbi sul’operato degli organi di controllo;

c) Gli azionisti erano i clienti, e non si può creare nulla contro i propri clienti. Se Banca d’Italia avesse agito in modo meno arrogante e con una minore sopraffazione, aprendo un vero dialogo, probabilmente la sua operazione sarebbe riuscita. Purtroppo chi pensa di avere la verità rivelata non è in grado di rapportarsi con il pubblico.

Per fortuna, oltre a noi, anche qualcuno aveva capito la rischiosità folle dell’operazione, come il sempre ottimo Paolo Cardenà. Non altrettanto i fondi previdenziali che hanno partecipato all’operazione perdendo ora l’ottanta per cento dell’investito, un disastro compiuto con i soldi dei loro associati.  Ricordiamo che fra i soci vi erano Banche , assicurazioni, ma anche le Poste , con 260 milioni e la Cassa Depositi e Prestiti, con 500 milioni. Soldi nostri, dei piccoli risparmiatori

I grandi hanno giocato con i piccoli, ed hanno perso. Una lezione ch speriamo si ripeta.

 

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