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FMI AMMETTE: L’EURO HA FATTO COLLASSARE LA PRODUTTIVITA’ DELL’INDUSTRIA ITALIANA (IMF says: Euro caused the fall of italian productivity)

In onore dei miei nuovi amici dell’UKIP, questo articolo sarà simultaneamente pubblicato in due lingue, primo timido tentativo di un approccio bilingue al problema EUROZONA.

To honor my new friends UKIP, this article will be published simultaneously in two languages​​, first timid attempt at a bilingual approach to the problem EUROZONE.

Mentre me ne stavo attentamente leggendo le pubblicazioni del Fondo Monetario Internazionale circa i conti pubblici Italiani al termine del monitoraggio di questi giorni, il mio occhio cade su un paper tecnico dal titolo accattivante:

While reading the publications of the International Monetary Fund about the Italian public finances, as a result of their visit in our country, my eye falls on a technical paper so called:

European Productivity, Innovation and
Competitiveness: The Case of Italy
(by Andrew Tiffin)

Nel documento, a pagina 8 viene descritto l’aspetto, se pur semplicistico, della competitività di prezzo basata sul costo del lavoro. La pagina dice esattamente questo:

“Gli Indicatori standard prezzo-competitività dell’Italia presentano un quadro misto. Sebbene la dispersione di diversi indici di competitività è una caratteristica in molti paesi europei, è particolarmente evidente in Italia, dove gli indicatori basati ULC suggeriscono regolarmente una perdita sostanzialmente maggiore di competitività rispetto ad altri indicatori basati-PPI CPI-o (Bayoumi e altri, 2011).

Utilizzando una misura basata ULC-totale-economia,

la competitività in Italia sembra essere peggiorata fino al 5 per cento dopo l’adozione dell’euro,

a fronte di un miglioramento in Germania di quasi il 20 per cento. Utilizzando una misura basata PPI-, d’altra parte, il divario tra i due paesi è molto più stretto.”

 

The document, on page 8, describes the loss of Italian “price competitiveness” based on the “labor cost method”. In this page we can read exactly:

“Italy’s standard price-competitiveness indicators present a mixed picture. Although the dispersion of different competitiveness indexes is a feature in many European countries, it is particularly evident in Italy, where ULC-based indicators routinely suggest a substantially larger loss in competitiveness compared to other CPI- or PPI-based indicators (Bayoumi and others, 2011).

Using a total-economy ULC-based measure, Italy’s competitiveness appears to have deteriorated by up to 5 percent since adoption of the euro,

compared to an improvement in Germany of nearly 20 percent. Using a PPI-based measure, on the other hand, the gap between the two countries is considerably narrower, and Italy is not materially less competitive than it was in 1999″.

 

In seguito, l’autore tenta di spiegare che questo approccio è troppo semplice e suggerisce analisi più approfondite in funzione dell’attuale processo di globalizzazione in atto. Comunque, egli pubblica gli oramai noti grafici dai quali si evince che con l’Euro i tedeschi (barando) hanno fatto pagare la riunificazione germanica (e il loro attuale stato di benessere) ai paesi limitrofi in puro stile BEGGAR THY NEIGHBOUR POLICY!

IL PROF. ALBERTO BAGNAI, GRANDISSIMO ESPERTO DEGLI SQUILIBRI MACROECONOMICI, MERITA LE SCUSE DELLA PIU’ PARTE DEI GIORNALISTI ED ECONOMISTI MAINSTREAM ITALIANI ED EUROPEI!

 

The author, then tries to explain that this approach is too simple to describe the problem, he suggest more complex analisys. According to him, it become necessary because of the ongoing globalization. However, he publish the well-known graphs showing that the Germans have become more cost competitive, earning enough to support the reunification of the two Germanys by means of the well-known “BEGGAR THY NEIGHBOUR POLICY” (the economic policy that seeks to promote a country’s economy at the expense of another country).

PROFESSOR ALBERTO BAGNAI, expert of macroeconomic imbalances, the first one who revealed this thing, can enjoy his personal victory. Many journalists and mainstream economists have to apologize to this professor.

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 Reload di articolo pubblicato il 19 Giugno

Maurizio Gustinicchi

Economia5Stelle

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