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Fermare il Declino dell’Italia in 3 mosse

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Quando mi si domanda se e’ possibile per l’Italia fermare l’incredibile declino, ripeto a rullo sempre il medesimo concetto:

 

 

1) RIMUOVERE IL “VINCOLO ESTERNO”

Nel breve-medio periodo Condizione Necessaria ma non Sufficiente per una ripresa e’ unicamente quella di un “cambio di sistema nel rapporto con l’estero”, ergo Uscire da Euro e svalutare (qualsiasi altra azione, anche la piu’ condivisibile riforma, non puo’ matematicamente avere effetti nel breve-medio periodo per cambiarne la traiettoria; ma l’uscita dall’euro non garantisce sul medio-lungo periodo una crescita stabile), tornando ad una piena sovranita’ monetaria e valutaria.

L’abbiamo dimostrato nella nostra simulazione, che conferma i Nove studi e rapporti a confronto sul break-up dell’Euro ; vi abbiamo presentato l’Analisi della Svalutazione del 1992-1995, vi abbiamo ricordato le parole della Thatcher, di George Dorgan (UBS-Reuter), di Bolkestein, di Kaldor nel 1971 , di ben 7 nobel. In conclusione vi abbiamo predisposto un Manuale per convincere i favorevoli all’Euro che ci conviene uscire

 EURO

 

2) RIMUOVERE I “VINCOLI INTERNI” 

Nel medio-lungo periodo Condizione Necessaria ma non Sufficiente per mantenere tale ripresa e’ unicamente quella di procedere rapidamente ad un “Cambio di sistema interno“, ergo, “Ridurre il peso della Tassazione” che per chi paga e’ insostenibile, nonche’ il blocco burocratico, “ristrutturare la Spesa Pubblica” efficientando gran parte della spesa corrente, riducendo una serie di voci, e nel contempo aumentando la spesa per Investimenti, per Ricerca e Sviluppo, e quella di protezione sociale e di supporto alle famiglie (all’epoca avevamo fatto un grosso lavoro a riguardo, evidenziando le storture della spesa pubblica, che trovate QUI).

Tassa

 

3) RENDERE SOSTENIBILE LA NOSTRA DEMOGRAFIA

Nel lunghissimo periodo, quanto sopra non serve a niente, se non si fa una politica Demografica decente e per tempo; una nazione che procede con un tasso di fecondita’ di 1,3 figli per donna da oltre 2 decenni, se continuera’ con questi numeri, e senza una politica di immigrazione intelligente (che miri all’ingresso di forza lavoro nei momenti di sola espansione, in particolare di persone “integrabili“), avra’ tra qualche lustro un profilo demografico insostenibile, con una popolazione anziana predominante, che comporta “costi” (sociali, previdenziali, sanitari) semplicemente insostenibili per la popolazione in eta’ lavorativa. 

Le misure da prendere sono semplici, ed adottate con successo dalla Francia (“reddito familiare”, “asili nido”, etc), ed ineludibili. Chi non affronta la questione demografica, semplicemente e’ privo di visione di lungo periodo e non ha dimestichezza con la “matematica”: i numeri sono inesorabili.

 

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Altre strade semplicemente non esistono.

GPG

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