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Fatturazione elettronica, a cosa realmente serve?

Spesso i clienti mi hanno chiesto nell’ultimo periodo le modalità di applicazione tecnica della fatturazione elettronica, ma il discorso si chiudeva sempre con le seguenti domande: a cosa realmente servirà? O meglio a chi realmente potrebbe servire?

Nel seguente articolo cerchiamo di avanzare delle ipotesi di risposta.

A cosa la fatturazione elettronica dovrebbe realmente servire?

  • A combattere l’evasione dell’iva?

In alcuni precedenti articoli abbiamo ampiamente parlato del problema che riguarda la previsione di iva da incassare rispetto all’iva effettivamente incassata e sappiamo che l’Italia ha un “tax gap” alto rispetto agli altri paesi Europei.

E’ pensiero diffuso però che generalmente chi evade l’iva non emette fattura cartacea o elettronica ma la fattura non la emette proprio!

  • A recuperare l’iva non versata?

Sappiamo che nella precedente legge di bilancio il governo (precedente) aveva messo a budget una previsione di 2 miliardi di euro di recupero dovuto all’introduzione della fatturazione elettronica fra privati dal 2019.

Forse non tutti sanno però che gli attuali strumenti , di cui ne cito solo alcuni introdotti negli ultimi anni (spesometro analitico, riduzione dei limiti delle compensazioni iva “libere” senza visto di conformità, comunicazioni trimestrali iva) hanno già riscosso molto in termini di iva dalle imprese.

  • Sviluppo tecnologico, obbiettivi ecologici, ottimizzazione dei sistemi?

Certamente, ma visto nell’insieme di un percorso molto lungo di digitalizzazione e informatizzazione che non giustifica un obbligo così immediato soprattutto per le piccole imprese.

 

A chi la fatturazione elettronica realmente potrebbe servire?

Sulla questione fatturazione elettronica si è espresso pochi giorni fa anche il Garante della Privacy che ha riscontrato numerose criticità sul fronte del trattamento dei dati personali ed ha successivamente inviato un Provvedimento all’Agenzia delle Entrate formulando una serie di rilievi.

L’Agenzia delle Entrate archivierà la fattura vera e propria che contiene anche informazioni non necessarie a fini fiscali fra i quali: beni e servizi ceduti, sconti applicati, fidelizzazioni, abitudini di consumo, ma anche dati “sensibili” come quelli che evidenziano patologie mediche.

Di particolare rilevanza però sarà soprattutto il ruolo assunto dagli intermediari delegati dal contribuente per la trasmissione, la ricezione e la conservazione delle fatture, che avranno accesso ad una mole considerevole di dati e quindi bisognerà prestare particolare attenzione non solo alla sicurezza delle informazioni, ma anche relativamente ad ulteriori usi impropri che grazie a possibili collegamenti e raffronti tra fatture di migliaia di operatori economici possono dar luogo ad una profilazione delle abitudini di consumo degli utenti.

Ora poniamoci una domanda, perché i servizi riguardo alla fatturazione elettronica sono proposti a prezzi stracciati (o quasi regalati) da colossi web che si occupano generalmente di vendita di servizi e anche vendita di beni online ? Forse il loro reale futuro guadagno sarà un altro…. ?


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