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“Fateci sapere le future date in cui invaderemo l’Ucraina, devo organizzare le vacanze”. I russi prendono in giro gli americani

Oggi siamo al sedici di febbraio, la data ufficiale per l’invasione dell’Ucraina, ma, sino ad ora, non sembra che i russi abbiano troppa voglia di sfondare il confine. A dir la verità il ministero degli Esteri di Mosca ha rivelato un certo livello di umorismo, abbastanza insolito nell’ambiente diplomatico.

La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha chiesto ai media americani e britannici di pubblicare un programma delle “prossime invasioni” russe dell’Ucraina per l’anno in corso.

Vorrei chiedere disinformazione statunitense e britannica: Bloomberg, The New York Times e The Sun media per pubblicare il programma delle nostre imminenti invasioni per l’anno. Vorrei pianificare le mie vacanze“, ha detto il diplomatico russo su il suo canale Telegram mercoledì.

Per adesso non ci sono mezzi corazzati russi in Ucraina, e tranne cambiamenti dell’ultimo minuti, non ne arriveranno oggi. Domani vedremo, ma non so come mai ne dubito. Del resto la Russia ha vinto senza sparare un colpo, diplomaticamente:

  • sta staccando UE franco tedesca e anglosfera;
  • ha danneggiato Kiev economicamente senza sparare un colpo, anzi facendole capire che non è necessario sparare un colpo;
  • Donbass e Lugansk sono tornate al centro del discorso politico internazionale senza mandare un fucile, in questa fase.

I problemi per i russi ci sono, ma più di medio termine. Pensano di poter giocare con Pechino come il gatto con il topo, senza capire che, alla fine, il colosso cinese li considererà come l’ennesima repubblica centrasiatica da prendere per il collo. Questo però è, appunto, un discorso di medio periodo. Nel frattempo:

Per regalare una simile vittoria a Putin ci voleva Biden. Intanto Blinken, ministro degli esteri USA, ha affermato che  “Sfortunatamente c’è una differenza fra quello che la Russia dice e quello che fa. E non stiamo vedendo un significativo ritiro. Al contrario continuiamo a vedere forze al confine”. Si, ma sono dentro i confini russi, ed è un po’ difficile imporre, ad uno stato sovrano, una zona demilitarizzata. A meno che non si voglia una guerra…

 


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