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Falsa partenza nucleare in Giappone: il gigante di Kashiwazaki Kariwa si ferma 24 ore dopo il riavvio
Falsa partenza per il nucleare giapponese: la centrale più grande al mondo, Kashiwazaki Kariwa, si ferma per un guasto tecnico appena 24 ore dopo lo storico riavvio. Nessun rischio radiazioni, ma il piano energetico di Tokyo subisce un nuovo rallentamento.

La riattivazione della maggior centrale nucleare giapponese è durata poco.
Mercoledì Tokyo Electric Power Company Holdings ha dichiarato di aver interrotto il funzionamento di un reattore della centrale nucleare di Kashiwazaki Kariwa solo un giorno dopo la sua ripresa, in un momento in cui il Giappone continua i suoi sforzi per riportare in funzione la capacità nucleare a più di un decennio dopo Fukushima, secondo quanto riportato da Reuters.
L’operatore ha fermato il reattore dopo aver rilevato un problema alle apparecchiature durante i controlli post-riavvio, segnando un’immediata battuta d’arresto nella centrale nucleare più grande al mondo in termini di capacità, secondo Reuters.
La fermata segue il riavvio martedì dell’unità 7, che era fuori servizio dal disastro di Fukushima del 2011 ed era ampiamente considerata un passo fondamentale per ripristinare la produzione nucleare nel mix energetico giapponese.
Kashiwazaki Kariwa ha una capacità complessiva di circa 8,2 gigawatt distribuiti su sette reattori ed è fondamentale per gli sforzi del governo volti a ridurre i costi di importazione del combustibile e stabilizzare l’approvvigionamento elettrico in un contesto di mercati energetici globali volatili.
TEPCO ha dichiarato che il reattore è stato spento in modo sicuro dopo l’attivazione di un allarme nei sistemi ausiliari, senza rilascio di radiazioni e senza alcun impatto sulle comunità circostanti. La società ha aggiunto che sta indagando sulla causa e determinerà quando l’unità potrà riprendere le operazioni.
L’arresto arriva dopo che Kashiwazaki Kariwa ha trascorso anni fuori servizio a causa di violazioni della sicurezza, lunghe revisioni normative e resistenze da parte delle autorità locali, problemi che hanno ripetutamente ritardato il riavvio della più grande centrale nucleare del Giappone, nonostante le ampie ristrutturazioni e ispezioni di sicurezza effettuate dopo il disastro di Fukushima.
Il governo giapponese e le aziende di servizi pubblici hanno esercitato pressioni per riportare in funzione la capacità nucleare al fine di ridurre la dipendenza dalle importazioni di gas naturale liquefatto (GNL) e carbone, in particolare dopo l’impennata dei costi energetici seguita all’invasione russa dell’Ucraina. La ripresa delle attività di Kashiwazaki Kariwa avrebbe dovuto svolgere un ruolo fondamentale nell’alleviare le restrizioni di approvvigionamento nell’area metropolitana di Tokyo e nell’abbassare i prezzi all’ingrosso dell’energia elettrica.
Domande e risposte
C’è stato un pericolo di radiazioni durante lo stop del reattore? Assolutamente no. TEPCO ha confermato che il reattore è stato spento seguendo le procedure di sicurezza standard dopo l’attivazione di un allarme nei sistemi ausiliari. Non c’è stato alcun rilascio di radiazioni nell’ambiente e non vi è stato alcun impatto sulla sicurezza delle comunità circostanti o dei lavoratori. Il sistema di sicurezza ha funzionato esattamente come previsto, bloccando l’operatività alla rilevazione della minima anomalia tecnica.
Perché è così importante riavviare questa centrale specifica? La centrale di Kashiwazaki Kariwa è la più grande al mondo per capacità (8,2 GW). Il suo riavvio è fondamentale per l’economia giapponese perché permetterebbe di ridurre drasticamente le costose importazioni di combustibili fossili (GNL e carbone), peggiorate dalla crisi ucraina. Inoltre, fornirebbe una fonte di energia stabile e a basso costo per l’area metropolitana di Tokyo, abbassando i prezzi all’ingrosso dell’elettricità e migliorando la bilancia commerciale del paese.
Questo incidente fermerà il piano nucleare del Giappone? È improbabile. Sebbene sia una battuta d’arresto imbarazzante per TEPCO, il governo giapponese considera il nucleare essenziale per la sicurezza energetica nazionale e la decarbonizzazione. Le pressioni per ridurre i costi energetici sono troppo forti per abbandonare il progetto. Questo stop verrà probabilmente trattato come un normale intoppo tecnico “di rodaggio” dopo anni di inattività, e le operazioni riprenderanno non appena risolto il problema alla strumentazione.







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