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Europa: “Nessuna pressione per aumentare i salari”. No inflazione, ma miseria permanente nel Vecchio Continente.

 

Al contrario degli USA, niente attese d’inflazione “Buona” nella UE. Volkswagen, il più grande datore di lavoro del settore privato europeo, ha affermato di non subire nessuna pressione per  aumentare i salari, rafforzando le stime dei banchieri centrali secondo cui è improbabile che la ripresa economica della regione dall’epidemia di coronavirus possa innescare un’inflazione sostenibile.

“Non vediamo alcun segno di pressione sull’inflazione salariale nei nostri principali mercati”, ha detto al Financial Times Arno Antlitz, chief financial officer di VW. “È difficile dire dalla prospettiva odierna se questo cambierà, ma non ce lo aspettiamo”.

I suoi commenti riflettono i commenti fatti all’inizio di questa settimana da Philip Lane, il capo economista della BCE, sulla possibilità che le aziende trasferiscano costi più elevati ai consumatori. Ha detto: “Il fatto che il potere di determinazione dei prezzi possa essere stato riscoperto da solo alcune aziende globali non è sufficiente per creare un’inflazione permanente: è necessario un mercato del lavoro forte”.

L’inflazione della zona euro è diventata negativa negli ultimi mesi dello scorso anno, ma è salita all’1,6 per cento in aprile. La BCE si aspetta che raggiunga il suo obiettivo, ma vicino al 2% entro la fine dell’anno, spinto dalle crescenti pressioni sui prezzi dal lato dell’offerta e dalla ripresa della domanda dei consumatori. La Federal Reserve prevede anche che l’aumento dei prezzi negli Stati Uniti superi il suo obiettivo del 2% quest’anno, ma Biden, nel  bene o nel male, ha mandato i soldi direttamente nelle tasche dei cittadini , ed in modo massiccio. La BCE ha finanziato programmi nazionali di aiuti molto limitati e aiuterà a finanziarie il famoso “Recovery Fund, che però sarà piccolo e distribuito nel tempo. Niente a che vedere con i piani di Biden.

La maggior parte degli economisti ritiene che queste pressioni inflazionistiche si attenueranno entro il 2022 perché ci vorrà del tempo prima che i mercati del lavoro si riprendano dallo shock della pandemia e ritardino qualsiasi aumento significativo dei salari e quanto affermato da Volkswagen conferma questo punto di vista. La BCE stima che l’inflazione nella zona euro scenderà all’1,4% entro il 2023.

Tutto bene allora? Mica tanto. Il Green Deal Imporrà ai cittadini europei pensanti aumenti dei costi fissi, da quelli di trasporto (aumento dei carburanti fossili, ad esempio) a quelli dell’energia elettrica e delle altre utenze domestiche, come stanno già sentendo i cittadini italiani. Questo porterà ad una forte riduzione dell capacità di acquisto, con una riduzione dei consumi non essenziali. In assenza di una dinamica salariale siamo condannati ad auto crearci una crisi economica, che si farà sentire sulla pelle dei cittadini europei e sul suo futuro, con l’influenza sull’andamento demografico. Richiamo l’estinzione per povertà indotta.


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