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Euro Area: le partite correnti tornano in abbondante positivo. Distrutta la domanda, si punta all’export

Siamo tornai a un avanzo di partite correnti come nel 2018, ma c’è poco di cui essere felici, in una UE che cresce solo con l’export e non con investimenti e consumi interni. Una UE povera e fragile

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Nell’Euro Area, dopo il doppio shock del Covid e dell’esplosione dei prezzi del gas, si torna al “Business as usual”; ai soliti affari: dopo aver distrutto la domanda interna a furia di compressione dei redditi  dei consumi interni, si punta tutto sull’export.

Iniziamo dai dati. L’avanzo delle partite correnti nell’Area Euro si è fortemente ampliato a 34,4 miliardi di euro nell’aprile 2024, rispetto ai 5,5 miliardi di euro dell’anno precedente.

L’avanzo dei beni è aumentato a 33,1 miliardi di euro da 6,4 miliardi di euro e l’avanzo dei servizi è salito a 11,7 miliardi di euro da 10,9 miliardi di euro. D’altra parte, l’avanzo del reddito primario si è ridotto a 0,5 miliardi di euro da 0,7 miliardi di euro e il divario del reddito secondario si è ridotto a 10,9 miliardi di euro da 12,6 miliardi di euro.

Su base destagionalizzata, l’avanzo delle partite correnti è salito a 38,6 miliardi di euro di avanzo ad aprile, da 35,8 miliardi di euro del mese precedente. Ecco l’avanzo come si è creato negli ultimi 5 anni.

Vediamo come questo surplus della Bilancia delle Partite Correnti si è generato nel tempo:

Come possiamo vedere siamo tornati ad un abbondate surplus generato da un forte export di merci, di servizi e perfino dai flussi primari, cioè dividendi e interessi generati. L’unica voce negativa, in blu, sono i “redditi secondari”, che comprendono tutti i trasferimenti fra residenti e non residenti. Questi comprendono:

  • trasferimenti personali di reddito (le rimesse dei migranti);
  • diritti e prestazioni sociali;
  • premi assicurativi;
  • contributi per cooperazione internazionale
  • varie

I Secondary income sono quindi negativi perché, in fondo, sono legati alle rimesse dei lavoratori extra UE che mandano a casa i soldi (e potete vedere quanto siano ampi) e agli aiuti internazionali. Col crescere dei migranti e delle loro rimesse questa voce è destinata a crescere.

Torniamo alla situazione delle partite correnti. Il fatto che, in presenza di una crescita asfitica, si veda una crescita così forte delle partite correnti può essere riassunto nel fatto che la compressione dei redditi reali interni sta contraendo i consumi, lasciando spazio all’export. Si tratta della cura italiana Monti, allargata però a tutta l’Area Euro. Una cura che rende il sistema fragile, perché dipendente non su una crescita endogena, ma sulle bizze dei mercati internazionali. Nel momento in cui la Cina contro sanziona i prodotti UE, o altri paesi vengono a limitare il nostro export, la crescita economica ne viene a risentire.

Una crescita mercantilistica per esportazione è coerente solo con qualcuno che continua a importare: se tutti si basassero sull’export per continuare a crescere dovremmo iniziare a pensare alla colonizzazione dello spazio. Inoltre un’economia basata sull’export o è anche una che o è appoggiata da una forza militare non indifferente, come era quella delle potenze coloniali europee del XIX secolo, o come la Cina oggi, oppure è destinata a essere, prima o poi, messa da parte,

 

 


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