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Esportazioni: l’Italia cresce più della Germania e record nell’agroalimentare

 

Esportazioni: l’Italia cresce più della Germania e record nell’agroalimentare

Le esportazioni crescono in Italia e per una volta facciamo meglio di Francia e Germania. Secondo il rapporto Ice-Prometeia Evoluzione del commercio con l’estero per aree e settori, lo scorso settembre l’export italiano ha fatto segnare un +7,3%, raggiungendo il valore di 330,7 miliardi di euro.

Il risultato italiano è superiore sia alla media mondiale (+4,6%) sia a due importanti economie europee come Francia e Germania, che crescono rispettivamente del 4,1% e del 6,4%. Meglio dell’Italia ha fatto solo la Spagna (+8,2%), ma partiva da valori assoluti molto più bassi. La crescita del nostro paese è stata maggiore nei mercati extra europei (+8,4%), mentre in Europa si è fermata a un ottimo +6,4%. In Cina si è avuto un vero e proprio boom (+25,4%), seguito dal +23,1% registrato in Russia. In termini assoluti, il principale mercato extra UE è quello americano, mentre la presenza italiana in Cina resta ancora relativamente bassa.

Diversi fattori hanno inciso sul risultato. In primis la crescita degli scambi mondiali, che negli ultimi tre anni sono aumentati in media del 5% annuo. Anche gli sforzi dell’Italia sull’internazionalizzazione delle imprese e il piano straordinario del made in Italy sono stati importanti e le previsioni sono positive anche per i prossimi anni. Tra i settori che continueranno a trainare l’export ci sono la meccanica, il chimico-farmaceutico, la moda e l’alimentare.

Tra i fattori che hanno sostenuto l’export c’è stata anche la digitalizzazione delle imprese, che grazie al digitale e all’e-commerce riescono a raggiungere meglio i mercati internazionali. Se fino a qualche anno fa i mercati esteri erano raggiungibili per lo più solo da medie e grandi aziende, l’e-commerce apre questi mercati anche alle piccole realtà. I dati dell’Osservatorio Export del Politecnico di Milano parlano di un aumento del 24% delle vendite e-commerce all’estero nel 2016, raggiungendo il 6% del totale delle esportazioni.

Secondo lo stesso rapporto sono i marketplace il principale fattore di crescita per l’export online. Raccolgono il 34% del fatturato digitale e sono il canale in maggiore sviluppo (+46% nel 2016). Per un mercato come la Cina è strategica la presenza delle aziende e dei prodotti italiani in marketplace come Alibaba e Aliexpress, con cui raggiungere buyer e acquirenti cinesi. Per altri mercati i marketplace principali restano eBay e Amazon, con quest’ultimo che ha aperto una sezione dedicata al made in Italy in molti mercati, tra cui quello tedesco, britannico e giapponese.

Le esportazioni via marketplace aumentano e si moltiplicano le innovazioni che consentono anche alle piccole imprese di essere presenti in maniera efficace nei mercati internazionali. I trasporti e la logistica, tra gli aspetti più delicati per le esportazioni dei prodotti all’estero, sono oggi più accessibili anche alla piccola impresa con soluzioni come Packlink PRO, che aiuta l’automazione delle spedizioni attraverso una piattaforma che si integra con i marketplace. Attraverso il confronto delle tariffe dei principali corrieri espressi italiani e internazionali, con Paclink PRO il costo di spedizione su Amazon e altri marketplace si riduce sensibilmente e anche la piccola impresa può essere competitiva a livelli di costi e tempistiche di spedizione all’estero.

La stessa piattaforma è integrabile anche con gli e-commerce, con i quali la piccola e media impresa può vendere i propri prodotti senza essere dipendente da marketplace come Amazon. È infatti attraverso il proprio sito web che le aziende possono narrarsi, raccontare i propri valori e naturalmente anche i prodotti. Per una piccola realtà il racconto aziendale è decisivo per raggiungere i mercati esteri e con il proprio portale e anche i servizi di customer support possono essere ottimizzati e diminuire così la propria dipendenza dai marketplace.

Questo vale anche per le piccole e medie imprese alimentari italiane. Se infatti ancora l’alimentare ha un basso valore assoluto rispetto al totale dell’export italiano, è uno dei settori in maggiore crescita e in cui l’Italia ha una grande potenzialità. I dati diffusi lo scorso novembre da Coldiretti stimano di arrivare alla cifra record di 40 miliardi per l’export agroalimentare entro la fine dell’anno, con una crescita del 7% sul 2016.

Anche nell’alimentare il mercato principale resta quello europeo, ma i picchi più alti di crescita si raggiungono in paesi extra UE, come la Cina (+18,4%) e la Russia (+31,3%). I prodotti principali sono il vino (+8%), ortofrutta (+4%) e formaggi (+9%) e ci sono le basi per raggiungere il valore di 50 miliardi di export entro il 2020.


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