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ESMA (regolamentazione mercati finanziari): bisogna sospendere i mercati energetici se necessario

 

La sospensione temporanea della negoziazione dei derivati sull’energia potrebbe contribuire a riportare in equilibrio i mercati energetici dell’UE, come proposto dall’autorità di regolamentazione dei mercati finanziari dell’UE.

L’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) ha spiegato che la sospensione si applicherebbe solo quando i prezzi raggiungono un determinato livello, osservando che il numero di tali sospensioni temporanee nelle ultime settimane è stato molto basso nonostante i meccanismi di interruzione del circuito già esistenti.

“Prevediamo che questi meccanismi attivino sospensioni solo per un periodo di tempo limitato e in circostanze eccezionali, ad esempio in caso di picchi di volatilità estremi che potrebbero portare a condizioni di trading disordinate”, ha scritto Verena Ross, presidente dell’ESMA, in una lettera a John Berrigan, direttore generale del dipartimento dell’Unione europea per la stabilità finanziaria, i servizi finanziari e i mercati dei capitali.

“A nostro avviso, tale misura, consentendo pause nelle contrattazioni, favorirebbe un processo di scoperta dei prezzi più ordinato, in quanto è intesa a fornire ai partecipanti al mercato più tempo per elaborare il flusso di informazioni durante gli scenari di stress di mercato estremi”, ha scritto inoltre Ross. Si tratterebbe dell’equivalente della sospensione dei titoli sui mercati finanziari quando le fluttuazioni, in rialzo o in ribasso, vengono a superare delle soglie significative.

È interessante notare che questa settimana il Financial Times ha riportato che la Commissione europea ha ammesso privatamente che non si poteva fare molto per intervenire sui mercati dell’energia e che lo stress del mercato non era il risultato di un “malfunzionamento” come alcuni funzionari avevano sostenuto in precedenza.

L’intervento dell’ESMA arriva in risposta alla crisi di liquidità dei mercati energetici europei, dovuta all’aumento della volatilità dei prezzi, soprattutto del gas naturale. A causa di questa volatilità, molti operatori del mercato energetico si sono trovati nella condizione di non poter rispondere alle richieste di margine perché non le avevano previste al momento delle loro decisioni di trading.

La UE si è impegnata ad aiutare, anche con interventi diretti sul mercato e con iniezioni dirette di liquidità alle aziende che ne hanno bisogno.


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