Energia

Eni chiude il 2025 in forte crescita: produzione su del 7% e spinta sui nuovi progetti

Eni chiude un 2025 da record con una produzione in aumento del 7% e sei nuovi progetti avviati. La strategia di Descalzi si conferma vincente sui mercati globali, battendo colossi come Shell nel rimpiazzo delle riserve.

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In un contesto energetico globale che continua a presentare incognite, l’Eni guidata da Claudio Descalzi dimostra che l’economia reale e gli investimenti mirati portano risultati tangibili. Il colosso energetico italiano ha registrato un aumento della produzione di petrolio e gas del 7% nel quarto trimestre del 2025 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, trainato dall’avvio di sei nuovi grandi progetti.

I numeri comunicati dall’azienda parlano chiaro e superano le aspettative degli analisti, a dimostrazione di una gestione tecnica ed estrattiva solida. Di seguito i dati salienti del bilancio:

Indicatore Risultato (2025) Variazione
Produzione Q4 1,84 milioni boe/d +5% (su base trimestrale)
Media annuale 1,73 milioni boe/d +4% (su base annua)
Tasso rimpiazzo riserve 167% (organico) Netto superamento dei competitor (es. Shell)

La strategia dell’azienda si conferma pragmatica e orientata alla produzione fisica. Si tratta di una visione quasi “keynesiana” per il settore, che privilegia la creazione di valore tramite investimenti diretti ed estrazione, ma prestando sempre attenzione alla disciplina dei costi. I nuovi progetti avviati in Angola, Indonesia, Norvegia e Congo hanno garantito un forte flusso di cassa per il comparto upstream.

L’amministratore delegato Claudio Descalzi non ha nascosto la soddisfazione per i risultati dell’Exploration & Production, definiti “eccezionali”. Oltre al consolidamento del presente, l’azienda guarda al medio termine con le Decisioni Finali di Investimento (FID) su quattro nuovi progetti.

Un capitolo a parte merita la spinta asiatica: Eni e Petronas investiranno 15 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni per sviluppare le riserve in Indonesia e Malesia, con un forte focus sul GNL (Gas Naturale Liquefatto). Entro i prossimi tre anni è previsto l’avvio di ben otto nuovi progetti upstream. Questa operazione si inserisce perfettamente nella collaudata “strategia del modello satellite” di Eni, che crea entità agili e focalizzate, ma capaci di attrarre capitali, come già avvenuto con successo con Var Energy in Norvegia, Azule in Angola e Ithaca nel Regno Unito.

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