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Eni a un passo dal “Sì” definitivo per il gas di Cipro: il giacimento Cronos pronto a dissetare l’Europa entro due anni
Eni accelera nel Mediterraneo: il gas del giacimento Cronos a Cipro potrebbe arrivare in Europa già nel 2027. Sinergia con l’Egitto e deadline a marzo per la decisione finale.

Eni è alle battute finali. Non si tratta di una indiscrezione di corridoio, ma della conferma arrivata direttamente dal Chief Operating Officer dell’azienda, Guido Brusco. Il cane a sei zampe sta per sciogliere le riserve sullo sviluppo del giacimento di gas naturale Cronos, situato al largo delle coste di Cipro. Una mossa che potrebbe portare nuovo gas sui mercati europei in tempi record: entro la fine del prossimo anno o, al più tardi, all’inizio del 2028.
La corsa contro il tempo e la burocrazia
Eni ha ormai consolidato una reputazione di ferro quando si tratta di fast-tracking, ovvero l’accelerazione dei progetti energetici complessi. Tuttavia, come sottolineato da Brusco all’Associated Press, mancano ancora “alcuni documenti da finalizzare” prima che le trivelle possano iniziare il lavoro di estrazione vero e proprio. “Ci sono alcune cose mancanti che crediamo di chiudere molto presto”, ha dichiarato il COO, aggiungendo con un tocco di pragmatismo che l’obiettivo temporale è raggiungibile “se completiamo i nostri compiti a casa”.
Il giacimento Cronos non è un dettaglio trascurabile nella mappa energetica del Mediterraneo Orientale:
- Si trova nel Blocco 6 della Zona Economica Esclusiva (ZEE) di Cipro.
- È gestito da una joint venture tra Eni e la francese TotalEnergies.
- Le stime parlano di riserve pari a circa 3,4 trilioni di piedi cubi di gas.
La scadenza del 30 marzo: la politica spinge sull’acceleratore
Se Eni è cauta ma ottimista, la politica cipriota ha fretta. Il Presidente di Cipro, Nikos Christodoulides, ha incontrato Brusco giovedì, fissando una sorta di deadline politica: il tutto deve essere concluso entro il 30 marzo.
Perché questa data? Perché il Presidente cipriota sarà ospite del Presidente egiziano Abdel-Fattah el-Sissi all’EGYPES, la fiera dell’energia in Egitto. “Dobbiamo avere tutto completato per il 30 marzo”, ha incalzato Christodoulides, sottolineando come per Nicosia questo sarebbe il primo campo effettivamente sviluppato nella loro ZEE. Un passo fondamentale per l’economia dell’isola, ma anche un segnale geopolitico forte.
Il contesto competitivo nel Mediterraneo
Per comprendere meglio lo scenario in cui si muove Eni, è utile osservare come il quadrante cipriota sia diventato affollato di giganti energetici, tutti a caccia di risorse per un’Europa assetata di energia.
Ecco un quadro riassuntivo delle forze in campo:
| Blocco / Area | Operatori Principali | Scoperte / Note |
| Blocco 6 | Eni, TotalEnergies | Cronos (3.4 Tcf) + altri 2 depositi |
| Adiacente al Blocco 6 | ExxonMobil | Due scoperte significative |
| Blocco Aphrodite | Chevron, Shell, NewMed Energy | Giacimento Aphrodite (4.6 Tcf) |
La via egiziana: sinergie intelligenti
L’aspetto tecnicamente più interessante, e tipicamente keynesiano nella sua efficienza infrastrutturale, è la logistica. Non servono cattedrali nel deserto: il gas di Cronos verrebbe convogliato verso l’Egitto.
Il piano prevede di utilizzare le infrastrutture esistenti che già servono il gigantesco giacimento Zohr (altra scoperta Eni), situato a soli 80 chilometri di distanza. Da lì, il gas raggiungerebbe l’impianto di liquefazione di Damietta, sulla costa egiziana, per essere trasformato in GNL e spedito via nave verso i rigassificatori europei. Una soluzione pragmatica, che riduce i costi di CAPEX (spese in capitale) e accelera i tempi di time-to-market.
Mentre Bruxelles discute di transizione, Eni, ancora una volta, fa i “compiti a casa” per garantire che le luci restino accese, sfruttando le risorse del Mediterraneo con un approccio industriale solido e privo di ideologie.
Domande e risposte
Perché il giacimento Cronos è strategico per l’Italia e l’Europa?
Il giacimento Cronos rappresenta una fonte di diversificazione energetica cruciale. Situato nel Mediterraneo, offre una rotta di approvvigionamento sicura e vicina, riducendo la dipendenza da fornitori instabili o lontani. Con 3,4 trilioni di piedi cubi di gas, può contribuire a stabilizzare i prezzi e garantire la sicurezza degli stoccaggi europei, specialmente in un periodo in cui la domanda di gas naturale rimane sostenuta per la transizione energetica.
Qual è il ruolo dell’Egitto in questa operazione?
L’Egitto funge da hub logistico e industriale fondamentale. Invece di costruire costose nuove infrastrutture a Cipro, il gas verrà inviato agli impianti esistenti di Damietta, sulla costa egiziana.2 Qui il gas viene liquefatto (GNL) per essere trasportato via nave. Questa sinergia permette di sfruttare gli investimenti già fatti per il giacimento Zohr, accelerando i tempi e riducendo i costi operativi per Eni e i suoi partner.
Quando arriverà effettivamente il gas nelle case europee?
Secondo il COO di Eni, Guido Brusco, se l’iter approvativo finale si concluderà come previsto entro marzo, il gas potrebbe raggiungere i mercati entro la fine del 2027 o l’inizio del 2028. Si tratta di una tempistica molto rapida per il settore Oil & Gas, resa possibile proprio dall’utilizzo delle infrastrutture di trasporto e lavorazione già presenti nell’area tra Cipro e l’Egitto.








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