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Elezioni a Trento e Bolzano: il PD di Renzi torna a percentuali Bersaniane

Si sono svolte le elezioni comunali a Trento e Bolzano. I media hanno commentato il tutto con titoli come questo di RaiNews:

Comunali: Trento e Aosta al Pd, Bolzano al ballottaggio. Crolla affluenza

Tiene il Pd, crolla FI, calo Svp, la Lega quasi raddoppia i consensi. A Bolzano il candidato Pd va al ballottaggio. Il sindaco uscente del centrosinistra a Trento confermato al primo turno. Vince anche il renziano Centoz ad Aosta

Esulta il Partito democratico, o meglio tira un piccolo sospiro di sollievo dopo le tensioni degli ultimi giorni e in vista della più difficile prova delle Regionali: “A chi in queste ore”, ha detto il vicesegretario Lorenzo Guerini, “esulta per qualche punto percentuale in più di voti, ricordiamo sommessamente che non siamo più nella prima Repubblica: in questo tipo di elezioni conta solo chi arriva primo. Si rassegnino: anche stavolta il Pd ha vinto, loro hanno perso”. E così anche la collega Debora Serracchiani: “Questo è un partito in buona salute”

In fondo e’ vero, chi arriva primo vince.

Pero’ le dichiarazioni trionfalistiche (che sono una costante del Renzismo) vanno verificate alla prova dei numeri.

Vediamo qui sotto i numeri delle 2 citta’ piu’ significative, Trento e Bolzano:

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 Cosa ci dicono questi numeri?

  1. Presegue il crollo dell’affluenza

  2. Il Centro Destra guadagna il 12% sulle Europee del 2014, e torna alle percentuali del 2009/2010 (all’epoca a livello nazionale stava oltre il 45%), con FORZA ITALIA rasa al suolo, ma con un boom della LEGA NORD e delle liste civiche di area centro destra. Alle regionali in Emilia Romagna le forze di CDX (Lega, FI, FDI, Ncd) fecero +10% sulle europee.

  3. Il M5S sta circa 6 punti sotto le europee (ricordiamoci che regolarmente il M5S performa meno brillantemente ad elezioni locali che a nazionali), risultato in perfetta linea con quello delle regionali in Emilia a novembre.

  4. L’Area di Centro Sinistra e Sinistra e’ di ben 8 punti sotto le europee e ben 4 punti sotto i risulati del 2009 e 2010. Addirittura il PD (includendo and l’UPT) sta a -13% sulle europee e sotto del 2,5% sui risultati del 2009 e 2010. Gia’ alle regionali in Emilia a novembre il PD fece un bel -8% sulle europee

 Aggiungiamo che al Nord circolano questi sondaggi per le prossime regionali in Veneto e Liguria, che segnalaro tracolli verticali del PD.

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Renzi e’ diventato Premier grazie ad una maggioranza parlamentare, per cui governa. Tale maggioranza in realta’, seppur molto consistente, di fatto e’ molto raccogliticcia, e di fatto e’ basata sul PD (e nemmeno tutto, visto che parte della minoranza non ha votato la fiducia) e sul decine e decine di parlamentari appartenenti a formazioni oggi inesistenti nel paese (tipo Scelta Civica) o a scissionisti (NCD) o a poltronisti. 

Renzi ha il peccato originale di non essere di fatto passato per le urne. Cio’ nonostante, si e’ fatto forte di 2 cose:

  • Il fatto di presentarsi come “NUOVO”, come l’Uomo che distrugge la vecchia Casta, che risolleva il Paese dalla crisi
  • Il fatto di presentarsi come “VINCENTE”, grazie al “trionfo” nelle primarie del PD ed al risultato eccellente alle europee col PD al 41%

 Ora pero’, entrambi questi fattori, parrebbe che stiano venendo meno:

  • Dopo 18 mesi da segretario del PD e 16 mesi da Premier, il fatto di presentarsi come “NUOVO” non funziona piu’. L’andamento economico e’ complessivamente mediocre. Nonostante una politica degli “annunci” (di provvedimenti) serrata, le realizzazioni sono modeste ed i risultati scadenti. Il premier e le sue portavoci mitragliano di “annunci di ripresa” da mesi e mesi, regolarmente smentiti dai dati eurostat. Le critiche sono zittite con argomentazioni tipo “gufi”. In sintesi si stanno logorando e non appaiono piu’ come Nuovi.
  • Alle regionali, complice un Centro Destra diviso e suicida, il PD conquistera’ tra le 4 e le 6 regioni. Cio’ nonostante, verosimilmente, il PD tornera’ come consistenza ai valori del “PD Bersaniano”, rischiando di perdere regioni come la Liguria (o farsi insidiare in Umbria), cosa quasi mai successa in 70 anni. Ovviamente Renzi sorvolera’ e minimizzera’, come suo costume. Ma tra gli addetti ai lavori, sara’ assai chiaro che il “suo valore aggiunto” rispetto al PD di Veltroni, di Fassino o di Bersani, si sara’ azzerato.

A questo punto, qualche problemino potrebbe averlo.

E’ perfettamente vero come dicono alcuni che “le opposizioni a Renzi”, tanto del Centro Destra, quanto del M5S sono “politicamente” non vincenti, una frazionata e l’altra settaria, ma “elettoralmente” potrebbe non essere cosi’.

 

GPG

 

 

 

 

 

 

 

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