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ECONOMIA: PER L’ITALIA ANDRA’ MALE, O MALISSIMO. La scelta è solo questa

Chiudere l’Italia per quasi un mese non è un’attività che si può svolgere senza un costo  economico diretto, cioè sotto forma di vendite e utili che se ne vanno in fumo. A questa perdita salata e diretta bisogna poi accompagnare anche la necessità di riconvertire una parte dell’economia nazionale, basata su servizi che, per lo meno per i prossimi 12-18 mesi, non potranno funzionare a pieno regime (ristorazione, bar , intrattenimento, circoli, teatri, stadi, stazioni sciistiche, cinema , etc) ed interi settori industriali, pensiamo al lusso ed all’auto, che dovranno in parte riconvertirsi.

Per dare una valutazione dell’impatto economico di tutto questo vi diamo due previsioni. Una “Cattiva”, fatta da Cerved con due diversi profili di attesa, ed una seconda “Pessima” fatta da JP Morgan.

Iniziamo con Cerved. I due profili previsionali considerati sono uno ottimistico, in cui tutti si conclude entro maggio 2020, il secondo in cui le limitazioni e la crisi terminano a dicembre 2020.

Ecco le previsioni sul fatturato delle aziende secondo i due profili:

Il profili si spinge sino al 2021, in modo da poter valutare l’eventuale rimbalzo. Per il 2020 il calo del fatturato delle aziende viene a variare dal -7,4%  e nell’ipotesi peggiore del -17,8%. Certo, dopo c’è un rimbalzo, ma bisogna sopravvivere per arrivarci al rimbalzo del 2021, e per certi settori questo non è per nulla certo. Ad esempio nel settore alberghi il calo del fattura previsto è il seguente:

  • ottimistico -37,5%
  • pessimistico – 73,3%

Nel settore vendite auto abbiamo questi dati:

  • pessimistico -45,8%

Veicoli Commerciali:

  • pessimistico -45,8%

I dati sono drammatici e fanno pensare a cali veramente impressionanti del PIL, ma, secondo me, il profilo ottimistico è fin troppo ottimistico e non si può pensare che tutto cesserà entro maggio. Anche se terminasse il grosso delle limitazioni, possibile, ma non probabile, non è che il fatturato di ristoranti ed alberghi tornerebbe, dal giorno dopo, al livello normale, come se nulla fosse, o che ciascuno correrebbe a comprare un’auto,

A fianco a questa visione di Cerved, esiste anche una previsione

La previsione di Goldman Sachs sembra più realistica e da un risultato con un calo del PIL dell’11% nel 2020 rispetto al 2019. Si tratta  di un calo della ricchezza prodotta dell’ordine dei 150 -180 miliardi di euro. Solo con questo alle casse dello stato mancheranno dai 75 agli 80 miliardi di entrate.

Di fronte a questo disastro il governo stanzia 25 miliardi. A fine aprile, quando le partite IVA avranno finito i risparmi, andranno a bussare a casa di Gualtieri e di Conte, ne vedremo delle belle.


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