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DUE GENERI DI RICCHEZZA

Che cos’è la ricchezza? Indubbiamente un avvocato “produce ricchezza”, dal momento che offre un servizio a qualcuno che deve andare in giudizio. Ma ovviamente, se quel signore non dovesse andare in giudizio, dell’avvocato non ci sarebbe bisogno. Nello stesso modo, per così dire, se non ci fossero i ladri potremmo fare a meno dei Carabinieri. Dunque ci sono beni (per esempio i medicinali) e servizi (per esempio gli antifurto) che acquistiamo per necessità, e saremmo lieti di non esservi obbligati, mentre il prodotto del pasticciere lo acquistiamo perché ci piace e non perché vi siamo obbligati. E naturalmente sarebbe bene fare in modo che sia diminuita la quantità di beni e servizi (b&s) cui si è obbligati a ricorrere, e sia incrementata la quantità di beni e servizi (b&s) di cui siamo lieti di avvalerci.
Tecnicamente potrebbe dirsi che ci sono b&s che acquistiamo per sottrarci ad un male maggiore di quello rappresentato dalla spesa (la chiameremo ricchezza negativa), e b&s che acquistiamo perché ci offrono una soddisfazione superiore a quella rappresentata dalla perdita del denaro speso per acquistarli (ricchezza positiva).
La distinzione non è priva di riflessi politico-sociali. L’attività del ladro, prima ancora di essere immorale o illecita, è antieconomica. Se il ladro si limitasse ad utilizzasse il bene rubato esattamente come lo usava il legittimo proprietario, si avrebbe uno spostamento di ricchezza moralmente e giuridicamente ingiustificato, ma senza perdita per la società. I ladro che ha rubato cento euro spende poi cento euro che valgono cento euro. Ma se è un borseggiatore, e mentre da un lato spende i cento euro, dall’altro butta il portafogli in cui era contenuto, si ha la distruzione di ricchezza rappresentata dal portafogli stesso. E non è l’unico “danno collaterale”. Il proprietario è costretto ai fastidi e alle spese rappresentati dalla ricostituzione dei documenti contenuti in quel portafogli, la società si è attrezzata con i Carabinieri che, se ci riescono, arrestano quel ladro, che poi la società deve mantenere in carcere, oltre a pagare la complessa macchina della giustizia per mandarcelo. Insomma, i cento euro del borseggiatore alla società finiscono col costare molto, molto di più. Ed è questa la ragione per la quale la repressione dei reati economici dovrebbe essere spinta al massimo: perché essi rappresentano un grande costo per la società.
La distinzione fra ricchezza positiva e ricchezza negativa prescinde dal lato morale e giuridico. E infatti si può fornire un esempio di illecito che produce guasti insignificanti rispetto al borseggio: il contrabbando dei tabacchi. Chi fornisce sigarette “illegali” innanzi tutto le vende a dei cittadini i quali le acquistano volontariamente, proprio perché le trovano più convenienti, economicamente, di quelle vendute in tabaccheria. Mentre il derubato dal borseggiatore non gli ha certo chiesto di derubarlo. L’unico danno è il mancato incasso dell’erario sulle accise imposte sui tabacchi. Ma questo danno, se comparato con quello del furto, è molto minore proprio perché non si ha distruzione di ricchezza. Si ha soltanto un commercio illegale (con vantaggio per i consumatori) e un mancato gettito fiscale. Se ne deduce che il borseggio è infinitamente più grave del contrabbando delle sigarette. Anche se lo Stato tende a pensarla in maniera opposta, perché si vede danneggiato in prima persona.
La distinzione fra ricchezza positiva e ricchezza negativa può anche servire per orientare la politica economica dei governi. Il costo delle lungaggini della giustizia, per esempio, è immenso. Un processo lungo comporta alti onorari per gli avvocati, incertezza della situazione fra le parti, particolarmente importante per le imprese, per non parlare della stessa incertezza della soluzione finale. All’estero, al momento d’investire nel nostro Paese, si informano su quanto tempo dura, in media, una vertenza commerciale, e si scoraggiano. I costi della corruzione e dell’inefficienza sono altissimi.
Un Paese in cui la maggior parte dei cittadini produce molta più ricchezza positiva che ricchezza negativa, sarà un Paese più ricco e prospero della media. Dunque la buona politica, la buona amministrazione, la buona giustizia sono esigenze primarie per la prosperità.
Gianni Pardo, pardonuovo@myblog.it
8 giugno 2015
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