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DRONI CINESI DISPIEGATI IN SERBIA. Uno smacco per la NATO

La Cina ha consegnato sei droni militari in Serbia sulla base di un controverso accordo commerciale e militare che ha messo in difficoltà la NATO e l’ha portata al limite.

Sebbene la Serbia abbia una politica ufficiale di neutralità militare nei confronti della NATO, negli ultimi anni c’era  stata una maggiore cooperazione anche perchè, oggettivamente , il paese slavo è circondato da paesi NATO. Però gli acquisti del presidente  Aleksandar Vucic, che oltre ai droni comprendono anche un interesse per il sistema antiaereo russo S-400 hanno irritato fortemente l’Alleanza atlantica, tanto che Washington ha minacciato delle sanzioni economiche.

Secondo Bloomberg la Serbia sarà il primo paese europeo a dispiegare i droni cinesi. La crescente influenza della Cina nei Balcani rispecchia la sua spinta in altre aree precedentemente dominate dalla Russia. La Cina così anche risponde alla recente vendita a Taiwan di droni avanzati Made in USA che Pechino ha ritenuto una violazione del principio del “Una Sola Cina”. In questo la Serbia, che è anche parte della Belt and Road Initiative, viene ad agire come una sorta di enclave cinese nel mezzo di paesi quasi tutti NATO.

L’anno scorso il presidente serbo ha firmato diversi accordi con Pechino per espandere la Belt and Road nel Paese. In base all’accordo, la Cina dovrebbe costruire nuove centrali elettriche, posare cavi di trasmissione a fibra ottica, costruire nuove ferrovie e porti nel paese. Ricordiamo che le infrastrutture del paese furono duramente colpite dalla Guerra del Kosovo a fine anni 90.


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